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Avvelenate con la ricina, l’amica di famiglia denunciata per favoreggiamento. Smascherata dai pm: il giallo sul segreto delle liti in famiglia

12 Giugno 2026 - 14:38 Giovanni Ruggiero
omicidio ricina pietracatella sequestro cellulare alice di vita gianni di vita antonella di ielsi sara di vita
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La donna era stata ascoltata più volte in questura a Campobasso. Eppure ogni volta aveva negato che ci fossero tensioni nella famiglia delle due donne morte avvelenate
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Un’amica stretta della famiglia Di Vita è stata denunciata per favoreggiamento nell’ambito delle indagini sul caso di Pietracatella, il borgo molisano in provincia di Campobasso dove a dicembre la 15enne Sara Di Vita e sua madre Antonella Di Ielsi morirono per sospetto avvelenamento da ricina. La donna è stata ascoltata tre volte in Questura tra gennaio e oggi come persona informata dei fatti, ma ha sempre negato l’esistenza di tensioni all’interno della famiglia. Non è ancora chiaro però se abbia voluto mantenere il segreto per una sorta di protezione nei confronti della famiglia, o se la donna avesse altre intenzioni. A far cadere ogni dubbio sono stati i riscontri oggettivi raccolti dagli investigatori: la donna era a conoscenza dei problemi interni al nucleo familiare e ha scelto comunque di non riferirli agli inquirenti, circostanza che ha portato alla denuncia per ostacolo alle indagini.

Cosa sapeva e perché è stata denunciata

Non si tratta di un caso isolato. Stando a quanto ricostruito, gli inquirenti si sarebbero trovati più volte nella stessa situazione nel corso di questi mesi: diversi testimoni convocati si sarebbero mostrati poco inclini a raccontare nei dettagli episodi e circostanze rilevanti. Anche oggi gli interrogatori di conoscenti della famiglia proseguono negli uffici della Questura.

Liti in famiglia: cosa è emerso finora

Proprio le presunte tensioni interne sono una delle piste più seguite. Secondo quanto riportato dalla trasmissione Dentro la notizia, alcuni amici dei Di Vita avrebbero riferito di discussioni familiari ritenute dagli inquirenti degne di approfondimento. Una ricostruzione che si scontra con la posizione pubblica del padre di Antonella Di Ielsi, che nei giorni scorsi aveva escluso ogni coinvolgimento dei familiari. Nel frattempo, come riportato da Il Messaggero, i sospetti continuano a gravare su quattro persone, ma la lista potrebbe ridursi nei prossimi giorni. L’esito delle autopsie sui corpi delle due vittime è atteso entro una ventina di giorni.