Chi è Ridha Rahmouni, il tunisino accusato dell’omicidio del giornalista Luca Esposito. «Aveva un obbligo di rimpatrio». Ira di Salvini

Ridha Rahmouni è il 26enne presunto assassino del giornalista Luigi “Luca” Esposito. L’uomo, tunisino, era destinatario di un obbligo di rimpatrio che avrebbe dovuto essere eseguito. Si faceva chiamare anche Ahmed. Secondo quanto apprende Ansa, era censito nella banca dati delle forze di polizia anche con un “alias”, ovvero altri nomi. A Ridha furono fatti i rilievi segnaletici il 13 agosto 2023 al centro di permanenza temporanea di Lampedusa e poi, il 16 ottobre successivo dalla Questura di Savona. Il 13 dicembre 2024 la Questura di Salerno gli negò il permesso di soggiorno. Sotto un’altra identità ha a suo carico una denuncia per occupazione abusiva di una casa ad Altavilla Silentina, nel Salernitano, ed è stato fotosegnalato dai carabinieri di Eboli.
Come è stato incastrato “Ahmed” Ridha Rahmouni: il cellulare di Luca e l’impronta
Il 26enne è stato individuato nelle ultime ore dentro un casolare, in cui si era rifugiato, dai carabinieri. Con sé aveva il cellulare e una carta di pagamento del giornalista, che è stato soffocato, picchiato e bruciato quando era ancora vivo. Elementi che hanno aiutato senz’altro i militari a chiudere il cerchio attorno al tunisino, anche se le indagini sono ancora in corso per delineare tempistiche e soprattutto movente del delitto. La sua individuazione è stata possibile grazie a un’impronta digitale rinvenuta sull’auto di Esposito e all’analisi delle celle agganciate dai cellulari. Ora il 26enne, secondo quanto ricostruisce Il Mattino, si trova alla casa circondariale di Fuorni. Il suo interrogatorio, portato avanti dal pm Alessandro Di Vico, della Procura di Salerno, non è stato semplice. Non parla quasi per niente italiano e c’è stato bisogno di un interprete. Lunedì si terrà l’udienza di convalida del fermo.
Salvini all’attacco su Eboli: «Un tunisino, che vada in carcere nel suo paese»
«Grazie alle Forze dell’Ordine per la rapida cattura di questo assassino. Adesso che vada in carcere al suo Paese, non qui a spese degli italiani», ha commentato il vicepremier e ministro dei Trasporti Matteo Salvini. «Svolta nell’indagine, è un tunisino clandestino l’assassino del giornalista Luca Esposito . L’uomo era nascosto in un casolare abbandonato», riporta il post su X. «È ormai urgente -scrive Salvini- che, come propone la Lega da tempo, si schierino migliaia di militari a protezione delle nostre città. Nessuna persona perbene può aver paura di avere donne e uomini in divisa ovunque».
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