Chi era Luigi “Luca” Esposito, il giornalista ucciso e dato alle fiamme: il legame viscerale con il calcio e il compleanno pochi giorni fa

Aveva compiuto 53 anni lo scorso 4 luglio, appena due settimane prima che la sua vita venisse stroncata in modo così brutale. Con la morte di Luigi Esposito (ma si firmava Luca), il mondo del giornalismo sportivo campano perde un volto noto e stimato. Iscritto all’Ordine dei Pubblicisti della Campania dal 2012, Esposito era un professionista poliedrico: oltre a essere il direttore della testata TuttoSalernitana.com, lavorava stabilmente come opinionista per l’emittente OttoChannel ed era editorialista per TuttoC.com, il portale del network TMW dedicato al calcio di Serie C. Chi lo ha conosciuto, chi ha lavorato con lui lo definisce un tipo «senza peli sulla lingua, che difendeva con forza le sue idee, soprattutto quelle sportive».
La passione per il calciomercato e la vita da dipendente pubblico
Un legame viscerale con il pallone che Esposito raccontava quotidianamente anche attraverso i suoi canali social. Ai suoi 15 mila follower su Instagram parlava costantemente di sport, dinamiche di campo e trattative di calciomercato. Proprio sul suo profilo, lo scorso 27 giugno, aveva pubblicato la sua ultima foto: un’imagine che lo ritraeva da una località del Cilento durante un momento di vacanza. Alla passione per la scrittura e per la televisione, il giornalista affiancava il suo impiego principale come dipendente dell’Arpac di Avellino. Non era sposato nè aveva figli.
Il giallo sul movente dell’omicidio
Esposito era un giornalista puramente sportivo e non si era mai occupato di cronaca nera o di inchieste giudiziarie, escludendo così le classiche ritorsioni legate a quel tipo di attività professionale. Un dettaglio che rende il movente dell’omicidio ancora più indecifrabile. Al momento, gli investigatori della Procura e i carabinieri restano trincerati dietro il massimo riserbo. Le forze dell’ordine stanno scavando a fondo in ogni aspetto della vita della vittima.

