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Salvini a Bollate da Mario Roggero, la visita dopo la prima notte in cella: «Su Mattarella nessuna pressione. Se candidarlo? Sarei orgoglioso»

18 Luglio 2026 - 13:02 Giovanni Ruggiero
Con il vicepremier anche due parlamentari della Lega. Fuori dalla casa circondariale un gruppo di giovani leghisti. Come ha vissuto le prime ore in cella il gioielliere condannato a quasi 15 anni per aver ucciso due rapinatori
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«Innanzi tutto sta bene. E ci tiene a farlo sapere ai familiari e agli italiani che gli sono vicino. Sta bene, ovviamente la prima notte in carcere, di nuovo per un uomo che per 72 anni ha lavorato, un marito, un padre, un nonno di otto nipoti, passar la prima notte in carcere non è semplicissimo». Matteo Salvini è arrivato poco dopo le 10.30 di sabato al carcere di Bollate, nella periferia nord di Milano, per fare visita al gioielliere Mario Roggero. Il vicepremier e ministro dei Trasporti, segretario della Lega, si è presentato scortato e accompagnato dai deputati Luca Toccalini e Fabrizio Cecchetti, scrive il Corriere della Sera. «Come Lega stiamo esaminando tutti i profili legali se fosse possibile candidarlo come rappresentante di tutti gli italiani, quei milioni e milioni che si sentono. Io sarei orgoglioso di poterlo candidare, però stiamo approfondendo tutti i profili giuridici del caso», ha poi aggiunto.

La condanna e la carcerazione

Roggero, 72 anni, di Grinzane Cavour, è stato condannato mercoledì in via definitiva a 14 anni e 9 mesi per aver ucciso due rapinatori e ferito un terzo durante un tentativo di rapina avvenuto il 28 aprile 2021, e venerdì si era costituito dopo la notifica dell’ordine di carcerazione. Fuori dal penitenziario si è radunata fin dal mattino una ventina di militanti della Lega Giovani, tra cui il capogruppo del Carroccio in consiglio comunale a Milano Alessandro Verri, con cartelli e uno striscione con scritto «Grazia per Mario Roggero».

Giovani della Lega con lo striscione a sostegno di Mario Roggero fuori dal carcere di Bollate
Giovani della Lega con lo striscione a sostegno di Mario Roggero fuori dal carcere di Bollate

Salvini: «Nessuna pressione su Mattarella»

«Noi non facciamo pressione su nessuno – ha detto ancora Salvini, riferendosi più o meno velatamente al Presidente della Repubblica sulla questione della grazia -. Non ci sono attacchi nei confronti di nessuno. C’è la convinzione che ci sia in carcere un uomo che ha lavorato una vita e che non può essere giudicato per quelle frazioni di secondo durante le quali può essere che abbia ceduto, però né lui né io consigliamo o auguriamo al peggior nemico di trovarsi con pistole puntate, coltelli puntati, mogli, figli aggrediti per l’ennesima volta». Poi il ministro dei trasporti ha anche aggiunto: «Abbiamo approvato una legge sulla legittima difesa che ha evitato questa sofferenza, processo e carcere, a tanti italiani. I giudici hanno ritenuto che si parlasse di altro. Lavoreremo per estendere ancora di più il concetto e il perimetro di legittima difesa».

In che sezione si trova Roggero

Il gioielliere è stato collocato in una cella della sezione definita a «regime ordinario». Dopo poche ore dentro la struttura, spiegano fonti citate dall’Ansa che il 72enne è apparso «molto provato. Dopo essere entrato ha pianto». Salvini però ha precisato che Roggero «è in un carcere con una persona che fortunatamente ha fatto il cuoco in passato, e quindi diciamo che — lo dico alla moglie e alle figlie — è capitato bene. Quindi mangia, quindi beve, quindi dorme e quindi abbiamo parlato dello studio dell’inglese, della biblioteca che c’è qua in carcere. Sicuramente ritiene di essere vittima di un’ingiustizia, di una pena eccessiva, e io ritengo che abbia ragione».

Cosa chiede la difesa dopo la condanna

Venerdì la moglie di Roggero, Mariangela Sandrone, ha depositato la domanda di grazia per il marito, mentre il collegio difensivo ha presentato un’istanza per il differimento dell’esecuzione della pena in attesa dell’esito della richiesta, riferisce il Corriere della Sera. A mezzogiorno è previsto un colloquio a Bollate tra il gioielliere e il suo legale, Stefano Marcolini, che ha spiegato di dover verificare come sia trascorsa la prima notte in cella del suo assistito, ricordando che «Mario ha 72 anni, è incensurato». Prima della sentenza, lo stesso Roggero aveva letto in aula una lettera di 26 pagine in cui ricostruiva la sua versione dei fatti, sostenendo di aver agito per legittima difesa e senza alcuna volontà di uccidere i tre rapinatori.

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