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Mario Roggero e il cambio di strategia sulla grazia: «Mattarella ignori le polemiche su di me». Come passa le giornate in carcere e cosa teme ora per la famiglia

26 Luglio 2026 - 06:59 Giovanni Ruggiero
Mario Roggero in carcere a Bollate
Mario Roggero in carcere a Bollate
Il gioielliere di Grinzane Cavour è informatissimo sui dibattiti e gli sviluppi della sua vicenda. Dalla sua cella a Bollate segue con grande attenzione, come racconta la Stampa, anche grazie ai frequenti colloqui i legali. E le visite dei parlamentari, come Giorgio Bergesio, storicamente vicino all'orefice dai tempi della rapina del 2021
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Prima di entrare a Bollate, Mario Roggero aveva usato parole più dure verso le istituzioni. Adesso, dopo giorni passati in cella, il gioielliere di Grinzane Cavour sceglie un registro diverso e si rivolge al Quirinale con toni nettamente più concilianti. Quell’uscita davanti al carcere in cui rinfacciava al Quirinale di aver concesso la grazia a Nicole Minetti e a uno scafista, l’orefice prova a buttarsela alle spalle. E lo racconta in un colloquio con Paola Scola su La Stampa, in cui affida la sua speranza «che il presidente Mattarella prenda in esame la richiesta di grazia con molta attenzione e umanità, al di là e al di sopra delle polemiche che hanno segnato la mia vicenda».

Roggero è stato condannato a 14 anni e 9 mesi per aver ucciso due uomini che stavano scappando dopo un tentativo di rapina nel suo negozio, la sera del 28 aprile 2021, ferendo anche un terzo malvivente. La condanna è stata confermata dalla Cassazione e, due giorni dopo, venerdì 17 luglio, il gioielliere è entrato nel carcere di Bollate. Nonostante la detenzione, resta aggiornato su tutto ciò che accade fuori attraverso le telefonate con moglie e figlie, i colloqui con i legali e la televisione che segue in cella.

L’abbraccio col senatore leghista a Bollate

A fargli visita nell’istituto è stato Giorgio Bergesio, senatore cuneese della Lega, primo parlamentare a incontrare Roggero subito dopo la rapina del 2021 e primo a portare il caso in Parlamento con un’interrogazione a Palazzo Madama. L’incontro, avvenuto alla presenza del direttore del carcere Giorgio Leggieri e di un educatore, è stato descritto così dal senatore: «Ci siamo abbracciati, credo anche con un po’ di emozione. Non si aspettava di vedermi, ma sapeva che non l’avrei lasciato solo». Bergesio racconta di aver trovato l’amico «bene, curato nell’aspetto e vestito come di sua abitudine, in jeans e camicia», con il morale che sta cercando di tenere su.

Come trascorre le giornate il gioielliere

Roggero condivide la cella con un compagno che gli è stato assegnato fin dal primo giorno: «Andiamo d’accordo, anche perché ha un carattere abbastanza taciturno, come me», ha raccontato al senatore, aggiungendo che l’altro detenuto è appassionato di cucina, il che semplifica la gestione dei pasti. Le giornate scorrono tra chiacchiere con gli altri reclusi e programmi tv guardati insieme, ma dalle 8,30 alle 18 il gioielliere avrà anche un piccolo incarico: pratiche amministrative in biblioteca e nel centro di assistenza ai detenuti. Un impegno che si inserisce nel modello operativo della struttura milanese, dove la popolazione carceraria conta circa 1.600 persone, a cui si aggiungono trecento tra agenti di polizia penitenziaria e personale amministrativo.

La preoccupazione per la famiglia e il negozio

Tra le questioni che pesano di più su Roggero c’è la gestione dell’attività di famiglia, riaperta mentre lui è dietro le sbarre. Lo ha confidato a Bergesio con parole dirette: «So che il negozio ha riaperto e vivo un po’ in apprensione pensando a mia moglie e alle nostre figlie che se ne occupano. Mi preoccupa la loro sicurezza, si sa che in questo momento io non sono lì e loro mandano avanti l’attività da sole». Per questo, ha spiegato, a ogni telefonata raccomanda alle familiari di stare molto attente.

L’appello della famiglia sui social

Nei giorni scorsi la famiglia Roggero ha pubblicato su Instagram una lettera di ringraziamento, sottolineando l’affetto ricevuto da «milioni di persone che, pur non conoscendoci, hanno scelto di esserci». La moglie Mariangela Sandrone ha inoltre rivolto un appello diretto al capo dello Stato, chiedendo «un atto di clemenza e di umanità per permettere a un uomo anziano di trascorrere gli ultimi anni della sua vita insieme alla sua famiglia». Dopo mesi di grande esposizione mediatica, la famiglia ha ora scelto il riserbo, in attesa che la giustizia faccia il suo corso.