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Le due sorelline scomparse e l’ombra del rapimento. «Alisya era cambiata»

13 Giugno 2026 - 09:24 Stefania Carboni
sorelline scomparse
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Alisya e Sarah Di Giacinto, le due sorelle di 16 e 12 anni originarie di Minturno, sono scomparse da sei giorni dalla casa famiglia dove vivevano. Il racconto ai carabinieri del fidanzatino della maggiore: «Sembrava volesse dire qualcosa che non riusciva a esprimere»
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Non può esser più solo un allontanamento volontario: si allarga il ventaglio delle ipotesi investigative sulla scomparsa di Alisya e Sarah Di Giacinto, le due sorelle di 16 e 12 anni originarie di Minturno, di cui non si hanno più notizie da sei giorni, perché scomparse da una casa famiglia in Abruzzo in cui erano ospiti. Tra le piste al vaglio degli inquirenti, ricostruisce oggi Il Messaggero, compare anche quella del rapimento. Sulla loro scomparsa entrambi i genitori, separati, hanno presentato due distinte denunce.

Da dove sono scomparse le due sorelline di Minturno

Le due minori erano ospiti dal 2024 della comunità educativa “Ofh Hope” di Civitella Alfedena, nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Secondo le prime ricostruzioni, si sarebbero allontanate dalla struttura nella notte tra sabato e domenica, in una fascia oraria compresa tra le 2 e le 6 del mattino. La comunità, secondo quanto emerso, non sarebbe dotata di sistemi di videosorveglianza interni né di impianti di allarme. Si trova in un posto abbastanza isolato, dove un’auto potrebbe aver agevolato l’allontanamento delle ragazzine.

Il fidanzatino di Alisya: «Sembrava volesse dire qualcosa che non riusciva a esprimere»

La scomparsa è avvenuta a pochi giorni dalla conclusione dell’anno scolastico. Alisya, la maggiore, frequenta un istituto tecnico a indirizzo turistico a Castel di Sangro. Chi la conosce la descrive come una ragazza riservata e sensibile, appassionata di danza e atletica leggera, con il sogno di diventare criminologa. Negli ultimi tempi, secondo il fidanzato Joseph, qualcosa sembrava preoccuparla. «Era come se avesse qualcosa dentro che voleva dirmi, ma non riusciva a farlo. Hanno paura del buio», avrebbe raccontato ai carabinieri il giovane. Sarah, che frequenta la scuola media a Barrea, è considerata una ragazza tranquilla e discreta. Molto legata alla sorella maggiore, vedeva in lei un punto di riferimento costante. Sognava di lavorare nel settore dell’estetica e condivideva con Alisya una particolare sensibilità emotiva.

Due sorelle educate e sempre corrette. L’allontanamento? Inspiegabile

Uno degli episodi che avrebbe segnato profondamente entrambe, spiega il Messaggero, è stato il distacco dai loro due cani Jack Russell, ai quali erano molto affezionate. Le ragazze avevano chiesto di poterli rivedere o portare con sé nella comunità, ma la richiesta non era stata accolta. Secondo gli operatori che le seguivano, le due sorelle si sono sempre distinte per educazione, correttezza e rispetto delle regole. Non avrebbero mai manifestato apertamente l’intenzione di fuggire o di allontanarsi volontariamente, circostanza che rende la loro scomparsa ancora più difficile da interpretare. Il rapporto tra le due era particolarmente stretto: Alisya tendeva ad assumere il ruolo di guida, mentre Sarah si affidava a lei nei momenti di maggiore difficoltà.

I cellulari lasciati in stanza, continuano le indagini

Nel frattempo le ricerche proseguono senza sosta. Vigili del fuoco, carabinieri e volontari stanno battendo le aree boschive attorno a Civitella Alfedena e al lago di Barrea, con l’ausilio di droni e unità cinofile specializzate nel mantrailing. Le indagini sono coordinate dalla Procura di Sulmona, che ha aperto un fascicolo per sottrazione di minori. Gli investigatori hanno sequestrato i telefoni cellulari che le ragazze avevano lasciato nella loro stanza e stanno esaminando ogni possibile pista. È stata perquisita anche l’abitazione della madre, Valentina D’Acunto, senza però trovare elementi utili alle indagini.

Una famiglia con una separazione conflittuale, la perdita della responsabilità genitoriale per la madre, il processo (con assoluzione) per il padre

La situazione familiare delle due sorelle, riporta Il Messaggero, è complessa. Alla madre era stata revocata la potestà genitoriale, mentre il padre, Stefano Di Giacinto, aveva riottenuto la responsabilità genitoriale nel maggio scorso, avviando un percorso di riavvicinamento con le figlie. In passato era stato coinvolto in un procedimento per maltrattamenti in famiglia che aveva portato al suo allontanamento dall’abitazione, ma il processo si era concluso con un’assoluzione. Secondo quanto emerso, le ragazze non avrebbero manifestato la volontà di tornare a vivere con il padre, come emergerebbe anche da alcune lettere scritte dalle stesse minori. Nel territorio del sud pontino, dove vive la famiglia, nessuno avrebbe avuto notizie della loro presenza.

Si sono allontanate da una porta (non da una finestra)

Il padre, dipendente di una struttura commerciale, ha sospeso il lavoro per seguire le ricerche. La madre, invece, rimane chiusa in casa nell’attesa di sviluppi. Un elemento ritenuto significativo dagli investigatori riguarda le modalità dell’allontanamento: le due sorelle sarebbero uscite da una porta e non da una finestra. «Con una porta danneggiata poteva entrare e uscire chiunque», ha osservato l’avvocato Enrico Mastantuono, legale della madre, sottolineando una possibile vulnerabilità della struttura.