Ultime notizie Alex ZanardiCrisi Usa - IranDelitto di GarlascoGlobal Sumud FlotillaNicole Minetti
ATTUALITÀChiara PoggiDelitto di GarlascoFemminicidiGiovaniInchiesteLombardiaOmicidiPaviaViolenza sulle donne

Garlasco, perché secondo la procura Andrea Sempio ha ucciso Chiara Poggi: «Ha rifiutato le avance»

30 Aprile 2026 - 09:46 Alessandro D’Amato
andrea sempio chiara poggi garlasco ricostruzione omicidio procura
andrea sempio chiara poggi garlasco ricostruzione omicidio procura
L'avviso di garanzia della procura di Pavia ricostruisce le circostanze dell'omicidio e spiega le aggravanti

Andrea Sempio ha ucciso Chiara Poggi nella villetta di via Pascoli a Garlasco perché la ragazza avrebbe rifiutato le sue avance. Per questo l’ha colpita ripetutamente alla testa con un corpo contundente. Poi ha gettato il suo corpo in cantina e ha continuando a colpirla con altri 4-5 colpi. Questa la ricostruzione fornita dalla procura di Pavia nell’avviso di garanzia nei confronti di Sempio anticipata dall’AdnKronos e dalla quale si capisce perché gli contestino anche le aggravanti della crudeltà e dei futili motivi.

La ricostruzione dell’avviso di garanzia

Andrea Sempio ha ucciso Chiara Poggi, «con l’aggravante di aver commesso il fatto per motivi abietti, riconducibili all’odio per la vittima a seguito del rifiuto del suo approccio sessuale», sostiene la procura di Pavia nell’invito a comparire con cui chiede all’indagato per l’omicidio di Garlasco di essere interrogato il prossimo 6 maggio. Nell’atto, la Procura spiega che Sempio, «dopo una iniziale colluttazione, colpiva reiteratamente la vittima con un corpo contundente (dapprima in regione frontale sinistra e in regione zigomatica destra), facendola cadere a terra». Quindi, «la trascinava al fine di condurla verso la porta di accesso alla cantina». E dopo che la ventiseienne «provava a reagire mettendosi carponi, la colpiva nuovamente con almeno 3-4 colpi» sempre alla testa «facendole perdere i sensi».

Lungo le scale

A seguito di ciò, «spingeva il corpo della vittima facendolo scivolare lungo le scale che conducono in cantina ove, nonostante la stessa fosse già incosciente, la colpiva con almeno 4-5 colpi» ancora alla nuca, «cagionando» a Chiara Poggi «lesioni cranio encefaliche dalle quali derivava il decesso». Un delitto dettato dal fatto che la giovane avesse rifiutato le sue avance (aggravante dei futili motivi) e aggravato dalla crudeltà «in considerazione dell’efferatezza dell’azione omicidiaria per il numero e l’entità delle ferite inferte alla vittima, di cui almeno 12 lesioni sul cranio e sul volto».

Il movente

È la prima volta che il movente dell’omicidio di Chiara Poggi viene esplicitato dalla procura di Pavia. Nell’indagine sul delitto che nel 2015 ha portato in carcere l’allora fidanzato Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni di carcere per la Cassazione, «anche se il movente dell’omicidio di Garlasco è rimasto sconosciuto», è la scena del crimine «ad individuarlo in quel rapporto di intimità scatenante una emotività che non può che appartenere ad un soggetto emotivamente legato alla vittima».