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Garlasco, i legali della famiglia Poggi contro la nuova tesi della procura: «Ipotesi costruita a tavolino, non tiene conto dei dati già noti»

01 Maggio 2026 - 12:10 Cecilia Dardana
garlasco famiglia poggi
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Gli avvocati Gian Luigi Tizzoni e Francesco Compagna criticano il cambio del capo di imputazione nei confronti di Andrea Sempio: «Avevamo chiesto di estendere l'incidente probatorio proprio per evitare il proliferare di ricostruzioni infondate»

Una «ipotesi irreale, che sembra costruita a tavolino senza tener conto dei dati già noti». È questo il commento durissimo affidato alle pagine del Corriere della Sera dagli avvocati Gian Luigi Tizzoni e Francesco Compagna, legali della famiglia di Chiara Poggi, la giovane uccisa il 13 agosto 2007 nella sua villetta di Garlasco. Al centro della polemica c’è la decisione della Procura di Pavia di modificare il capo di imputazione nei confronti di Andrea Sempio, atteso dai magistrati il 6 maggio in procura per l’interrogatorio e ora indicato come l’unico colpevole dell’omicidio per il quale Alberto Stasi sta finendo di scontare una condanna definitiva a 16 anni di reclusione.

Le critiche alla strategia della procura

La famiglia Poggi ha sempre guardato con estremo scetticismo alla riapertura delle indagini che coinvolgono Sempio, ritenendo che il quadro probatorio a carico di Stasi fosse già ampiamente consolidato. Secondo i legali, la nuova ricostruzione ignorerebbe risultanze tecniche e processuali già depositate agli atti da anni. «Avevamo chiesto di estendere l’incidente probatorio proprio per evitare il proliferare di ricostruzioni infondate sui tanti aspetti che sono già stati ampiamente chiariti da periti e consulenti, ma la Procura di Pavia ha fatto altre scelte», spiegano Tizzoni e Compagna, sottolineando come la strada intrapresa dai pm pavesi rischi di rimettere in discussione verità scientifiche già validate nei precedenti gradi di giudizio.

L’attesa per l’accesso ai documenti

Nonostante la ferma opposizione alla nuova linea investigativa, la parte civile attende ora di poter visionare il materiale raccolto nell’ultimo periodo per comprendere su quali basi si fondi il nuovo sospetto contro Sempio. La posizione della famiglia resta dunque di cautela e vigilanza sul rispetto della memoria di Chiara e della sentenza passata in giudicato. «Leggeremo gli atti – concludono i due avvocati – per capire quali siano state le ragioni di queste scelte». Resta ora da capire come questa frizione tra legali e Procura influirà sul prosieguo di un’inchiesta che mira a riscrivere uno dei casi di cronaca nera più mediatici e complessi degli ultimi vent’anni.

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