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«Sempio ha rubato quel video o lo ha preso con Marco»: l’ipotesi dei carabinieri sul filmato di Chiara e Alberto e le incongruenze del fratello di lei

09 Maggio 2026 - 18:09 Ygnazia Cigna
Marco Poggi, Andrea Sempio e Chiara Poggi
Marco Poggi, Andrea Sempio e Chiara Poggi
La ricostruzione dei carabinieri su come Sempio avrebbe ottenuto il filmato privato della vittima e le intercettazioni che lo inguaiano. Gli avvocati Taccia e Cataliotti: «Stiamo studiando gli atti»
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Nell’indagine a carico di Andrea Sempio per l’omicidio di Chiara Poggi, i carabinieri ipotizzano che il 38enne abbia avuto accesso al video intimo tra la vittima e Alberto Stasi con la presenza davanti al pc di Marco Poggi (fratello di Chiara) oppure rubandolo di nascosto con la pen drive trovata in casa della vittima, nonostante lo stesso Marco Poggi in più occasioni abbia negato di aver mai visto quei video. Ma le dichiarazioni a riguardo alle autorità di quest’ultimo sono state definite «incongruenti». È quanto emerge nella relazione conclusiva dei carabinieri di Milano depositata nell’ambito della nuova inchiesta sul delitto di Garlasco. Nella documentazione viene inoltre precisato che il pc di Chiara veniva utilizzato spesso dal gruppo di amici «per tutte le eventuali attività che potevano essere condotte in compagnia».

L’ipotesi dei carabinieri sui video intimi

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il materiale video privato della coppia sarebbe stato conservato sul computer di casa Poggi. In un secondo momento, Chiara avrebbe deciso di proteggerlo con una password. Circostanza che, secondo gli inquirenti, potrebbe indicare la consapevolezza di un possibile accesso non autorizzato. Nella relazione delle autorità si sottolinea che Sempio non avrebbe potuto conoscere quei contenuti «a meno che» non vi fosse stato accesso diretto al computer della stanza della vittima, con la presenza di Marco Poggi, oppure tramite la pen drive da 2 gb trovata nell’abitazione e successivamente analizzata in una nuova consulenza informatica.

Le intercettazioni in auto

Un elemento considerato significativo dagli inquirenti è un’intercettazione ambientale nell’auto di Sempio. «La storia del video è stata… è stata… il video… lo devo aspettare da un momento all’altro… ok… cioè Chiara… lei nel video sembrava proprio…», ha detto Sempio in macchina nell’aprile 2025, ovvero poco dopo che era stata riaperta l’indagine a suo carico. Per i carabinieri, queste parole indicherebbero la consapevolezza della questione legata ai filmati privati come un elemento potenzialmente rilevante nell’evoluzione dell’indagine. Nell’informativa conclusiva, i militari precisano poi che la questione dei video è emersa per la prima volta proprio dalle dichiarazioni di Sempio. La circostanza viene considerata centrale nell’impianto investigativo, anche in relazione a possibili moventi ancora al vaglio. Secondo la ricostruzione, Sempio avrebbe manifestato timori rispetto al fatto che la questione potesse emergere nel contesto dell’inchiesta.

La difesa di Sempio: «Stiamo studiando gli atti»

Questa è la linea tracciata dalla procura. Gli avvocati Angela Taccia e Liborio Cataliotti, che difendono Sempio, stanno esaminando gli atti della nuova indagine. La difesa non ha ancora deciso se richiedere l’interrogatorio dell’indagato nei tempi previsti dalla procedura, ovvero entro 20 giorni dalla chiusura delle indagini. «Non lo sappiamo ancora, abbiamo appena iniziato a studiare gli atti», ha spiegato l’avvocata Taccia. La difesa potrebbe, in alternativa, chiedere anche una proroga dei 20 giorni e prendere più tempo.

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