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Nei video a luci rosse la pistola fumante dei carabinieri contro Andrea Sempio. A quelli sarebbe legato l’assassinio di Chiara, il movente e la sua personalità disturbata

09 Maggio 2026 - 21:17 Franco Bechis
sempio video luci rosse garlasco.jpeg
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Dai soliloqui intercettati in auto al materiale sequestrato a casa sua nel pc e in cd rom viene fuori un fiume di video e immagini hard che spiegherebbero il delitto. Il ping pong immaginario con la blogger video Bugalalla
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È nei video a luci rosse la “pistola fumante” della procura di Pavia per accusare Andrea Sempio dell’assassinio di Chiara Poggi. È su numerosi filmati di quel genere che si fonda l’accusa contenuta nella nota di 310 pagine compilata dai carabinieri di Milano a firma del comandante, il colonnello Antonio Coppola. Sono i video intimi di Chiara Poggi a cui Sempio fa riferimento intercettato durante il noto soliloquio in auto del 14 aprile 2025, ma ci sono anche nove video intimi in cui Sempio si è ripreso in atti di auto erotismo, e numerosi video porno violenti da lui scaricati sul computer personale e catalogati in varie cartelle. Con i video i carabinieri costruiscono la prova d’accusa e il movente dell’assassinio oltre a costruire allo scopo la personalità del nuovo imputato.

L’intercettazione in auto e la frase sulla pendrive di Chiara Poggi

È ormai nota l’intercettazione in auto del 14 aprile 2025 in cui Sempio commenta il video di un podcast su Garlasco bisbigliando alcune frasi che per gli investigatori sarebbero confessione di colpevolezza. Soprattutto quelle in cui racconterebbe le tre telefonate a casa Poggi alla vigilia del delitto così: «E lei mi ha messo giù … e ha messo giù il telefono … ah ecco che fai la dura (o simile) (ride, ndr} … ma io non l’ho mai vista in questo modo … e da un lato l’interesse non era reciproco inc … cazzo…». E poco dopo, parlando con voce femminile: «Perchè Chiara non inc … con quel video … e io ce l’ho … (voce bassa, ndr} … (al 23:40} dentro la penna … va bene … inc… un cazzo …». Secondo gli inquirenti, solo un mese dopo si sarebbe scoperto che i video intimi fra Chiara e Alberto Stasi erano contenuti in una pendrive della Poggi, e quindi se Sempio lo sapeva prima, è chiaro che ne sarebbe stato in possesso.

I refusi e i tempi che non tornano nella intercettazione

Sapere di quella pendrive e magari avere visto anche i video che conteneva non fa di Sempio automaticamente un assassino, ma c’è anche qualche dubbio sul peso di quella intercettazione ambientale. La captazione dei carabinieri inizia alle ore 15:10:41 mentre Sempio è fermo in auto a San Martino Siccomario, in provincia di Pavia. Continua alle 15:34:56 con Sempio fermo in auto a un indirizzo indicato come «via Campolongo, Garlasco». Si tratta sicuramente di un refuso, perché a Garlasco esiste solo via Campolungo. Secondo Google maps a percorrere quella distanza in auto ci vogliono almeno 28 minuti. Sarà andato veloce e ne ha messi 4 di meno, ma il problema è che i carabinieri sostengono che all’inizio l’auto era ferma e Sempio stava guardando un video podcast di una conduttrice, cosa che ha fatto per 19 minuti prima di interromperlo. Quindi o l’auto era in movimento e non ferma come scritto o i tempi non tornano.

Il botta-risposta con la video conduttrice e la certezza di essere intercettato

I carabinieri non specificano quale fosse il video che stava guardando Sempio in auto. Le frasi intercettate però corrispondono in modo quasi perfetto alla puntata del 14 aprile di Bugalalla crime condotto da Francesca Bugamelli. Sono perfettamente sovrapponibili i commenti di Sempio come reazioni alle cose dette dalla conduttrice nei minuti 25-26, 27 e 38 della trasmissione, nella esatta sequenza. Si fa riferimento a una misteriosa telefonata ricevuta da Sempio il 5 febbraio 2017 da una utenza mobile intestata a una ragazza russa poi presa come stagista nello studio dell’avvocato Massimo Lovati. A parlare però non era lei, ma una voce maschile di età avanzata che la Bugamelli ipotizza in questa puntata possa essere quella di un inquirente di Pavia. Come se interagisse con la conduttrice Sempio viene intercettato a rispondere: «E loro pensano che sia uno degli inquirenti … sono fuori». Più avanti la Bugamelli commenta un’intervista alla madre di Sempio alle Iene, e lui in auto reagisce a quello. Sembrerebbe tutto un botta e risposta. Ma non spiega quel riferimento alle telefonate con Chiara Poggi e soprattutto il riferimento alla penna con il video che non era oggetto della puntata di Bugamelli. Però, dopo essere arrivato a Garlasco, Sempio si incontra quel giorno con una amica, Claudia T. (la stessa a cui ha in parte comprato e in parte sottratto video intimi). E la invita subito a cautela: «Sono abbastanza sicuro che qua ascoltano…, e ho parecchi dubbi anche di lì». Quindi lui pensa di avere una microspia nel telefono e una anche in auto.

Chi conosceva la pendrive di Chiara Poggi e i suoi video intimi

Secondo gli inquirenti nessuno poteva essere a conoscenza di quella pendrive di Chiara Poggi e dei suoi video intimi in quella data. In realtà la pendrive fu trovata e sequestrata dai Ris di Parma il 3 ottobre 2007 a casa Poggi in un cestino di vimini dietro la tv della sala. E dei video intimi fra Chiara e Alberto parlarono il Corriere della Sera e il Tg1 del 7 settembre 2007, a meno di un mese dal delitto. E ovviamente ne hanno parlato le varie sentenze sul caso Garlasco. In quella di appello che nel 2011 aveva assolto Stasi si scrive: «Il Pubblico Ministero ha richiamato il fatto che Stasi aveva molto interesse per la pornografia e che in passato aveva indotto Chiara Poggi a farsi filmare in abbigliamento intimo e durante i
rapporti sessuali». E si aggiunge pure un’altra ipotesi: «Forse Chiara scoprì la diffusione più o meno volontaria delle proprie immagini intime a favore di soggetti estranei alla coppia». In quella dell’appello bis che condanna Stasi, comunque, si scrive «che l’esistenza di riprese video relative a loro momenti intimi, nonché il contenuto erotico di talune conversazioni intercorse in chat nei giorni precedenti, quando Stasi era a Londra (in atti) sarebbero dimostrative di una “complicità di coppia” tale da indurre a ritenere che Chiara condividesse questa passione». Dunque, i video erano noti, la pendrive pure. Non era noto però che la pendrive li avesse contenuti in passato, perché quando fu sequestrata risultò vuota. Ma il fatto era noto sia a Chiara che a Stasi, ed è possibile che lo fosse anche al fratello di Chiara, Marco Poggi, uno dei migliori amici di Sempio.

Chiara Poggi, vittima del delitto di Garlasco

Il video è il movente secondo i carabinieri e la procura

La tesi di accusa di carabinieri e procura è proprio legata a quei video intimi, che secondo gli inquirenti rappresenterebbero il movente dell’assassinio di Chiara. La loro tesi è questa: Sempio ha visto quei video, da cui ha dedotto che Chiara fosse una ragazza particolarmente disinibita e che quindi sarebbe stata facile da portare a letto. Quindi in quell’agosto del 2007 Sempio ci avrebbe provato. Al telefono è stato trattato bruscamente, ma non si sarebbe arreso, presentandosi da lei la mattina del 13 agosto per tentare subito un approccio sessuale. Respinto con forza, non ci avrebbe più visto uccidendo la poveretta con tutta la violenza che conosciamo. La visione da parte di Sempio quei video intimi di Chiara o sul suo pc dove ha avuto sicuramente accesso grazie all’amicizia con il fratello Marco o sulla stessa pendrive sarebbero quindi il cuore della nuova inchiesta.

I video porno citati per definire la personalità di Andrea

Un frame dei video porno scaricati da Sempio e indicato nella nota dei carabinieri

È sempre con i video che i carabinieri costruiscono la personalità che ritengono evidentemente malata di Sempio. Lo fanno anche attraverso le sue chat con il nome di AndreaS e con quello di Argento al club di Italianseduction. Ma in quelle lui con evidente fantasia si spaccia per latin lover, elenca decine e decine di conquiste femminili probabilmente mai avvenute, dispensa consigli amorosi e sessuali agli altri partecipanti ai forum quasi fosse un professore delle materie. È scena, ma non realtà. Gli inquirenti invece descrivono una personalità con grandissime difficoltà di relazioni con le donne. E per spiegarlo usano appunto i video. Ne elencano 9 in cui Sempio si riprende in atti di autoerotismo, consevandoli poi nel pc. Ed elencano decine e decine di foto e video (alcune anche contenute nella nota dei carabinieri) scaricate dal web, oltre a videocollegamenti con escort del web pronte a spogliarsi a pagamento. I video scaricati sono quasi tutti di hard porno, spesso violenti (anche di stupri). E sono catalogati nel suo pc o in cd rom poi sequestrati in una cartella “BDSM”: «Bondage & Disciplina, Dominazione e Sottomissione, Sadismo e Masochismo»

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