Crisi carburante, il ceo di Ryanair: «Scorte garantite fino a maggio, poi nessuna certezza». Lufthansa taglia 20mila voli

La crisi del carburante sta mettendo sotto forte pressione il traffico aereo, proprio all’avvio della stagione delle vacanze. Ryanair, la più grande compagnia low cost d’Europa, ha al momento forniture di cherosene garantite fino alla fine di maggio e rischia, secondo l’amministratore delegato Michael O’Leary, un aumento dei costi fino a 600 milioni di dollari su base annua a causa dell’impennata del prezzo del petrolio, pur avendo acquistato a valori calmierati, nei mesi scorsi, l’80% del suo fabbisogno. E se la guerra in Medio Oriente dovesse perdurare e lo stretto di Hormuz rimanere bloccato, la compagnia aerea stima un rischio concreto per il 10-20% delle proprie forniture di carburante. Ma almeno per il prossimo mese, assicura, non ci saranno cancellazioni. Su giugno? «Non abbiamo certezze», avverte. «Finché Trump gestirà così male la situazione in Medio Oriente – prosegue -, i prezzi rimarranno altissimi».
Chi è più esposto?
L’area più esposta sarebbe la Gran Bretagna «che dipende direttamente dal Kuwait», fa sapere. Nel breve termine, la situazione appare meno critica per il resto dell’Europa grazie alle diversificazioni dei rifornimenti, ma il manager non nasconde che l’instabilità regna sovrana: «Se anche la guerra finisse domani, ci vorrebbero mesi per tornare alla normalità». Il cherosene potrebbe tornare sotto i 100 dollari al barile solo a settembre.
«Wizz Air e Air Baltic potrebbero fallire»
Una pressione che, secondo O’Leary, potrebbe diventare difficile da sostenere e arrivare a mettere in crisi anche alcuni vettori aerei. «Tra settembre e novembre, infatti, compagnie come Wizz Air e Air Baltic – che vorrebbe querelarmi ma non avrà il tempo di farlo – potrebbero fallire». Un eventuale ridimensionamento della concorrenza sarebbe visto come un possibile vantaggio competitivo per Ryanair, anche se il contesto resta altamente instabile. Il mercato, infatti, mostra segnali di nervosismo. «Le nostre azioni sono scese da 32 a 25 euro da quando Trump ha iniziato a bombardare l’Iran». Difficile fare previsioni sull’andamento delle operazioni di Ryanair. «Non abbiamo visibilità sui prezzi del carburante a giugno – sottolinea il ceo -, per non parlare del prossimo inverno».
L’appello all’Ue
O’ Leary chiede, infine, all’Unione europea di togliere o di ridurre l’Ets, il meccanismo di compensazione per le emissioni di Co2. «La Commissione europea – spiega – pensi a ridurre l’Ets, perché tutto il resto è solo una perdita di tempo. I commissari Ue sono inutili ora stanno lottando sui bagagli a mano negli aerei, per questo dico, datevi una mossa, abolite l’Ets o almeno riducetelo. In commissione – conclude – sono politici e burocrati e preferiscono perdere tempo».
Lufthansa cancella 20mila voli
Non solo Ryanair. Lufthansa ha annunciato un piano di riduzione significativa dei voli, motivato dalla scarsità di carburante disponibile. Fino a ottobre, la compagnia cancellerà circa 20mila collegamenti a corto raggio, molti dei quali operati dalla compagnia regionale Lufthansa CityLine. La misura riguarda soprattutto le tratte interne ed europee e riflette le difficoltà crescenti nel garantire la piena operatività della rete durante il periodo di maggiore domanda. La compagnia punta a ottimizzare l’offerta estiva attraverso i propri sei hub di Francoforte, Monaco, Zurigo, Vienna, Bruxelles e Roma.
