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Voli cancellati e carenza di carburante, quando non scattano i risarcimenti. La conferma del commissario Ue sulle «circostanze straordinarie»

21 Aprile 2026 - 16:10 Giovanni Ruggiero
Aeroporto generico
Aeroporto generico
Il commissario Ue ai Trasporti, Apostolos Tzitzikostas, non esclude di modificare le regole europee per le compagnie aree, nel caso in cui la crisi in Medio Oriente dovesse peggiorare. Intanto arriva la conferma sui rimborsi dei biglietti: le reazioni delle associazioni dei consumatori

Il caro carburante non può bastare alle compagnie aeree come motivo per non risarcire i passeggeri in caso di cancellazione di un volo. Lo ha chiarito il commissario Ue ai Trasporti, Apostolos Tzitzikostas, al termine della riunione dei ministri europei del settore: «Finché non ci sono circostanze straordinarie, il passeggero ha il diritto ad ottenere compensazioni. Riteniamo che le cancellazioni di voli dovute ad alti prezzi dei carburanti non si qualifichino necessariamente come circostanze straordinarie». Il commissario ha anche annunciato che Bruxelles fornirà maggiore chiarezza alle compagnie su slot aeroportuali e obblighi di servizio pubblico, precisando che se la situazione in Medio Oriente dovesse peggiorare si valuteranno «modifiche temporanee alla legislazione».

Jet fuel, scorte Ue e nuovo Osservatorio: cosa succederà ai voli questa estate

Per il momento, secondo Tzitzikostas, non ci sono segnali di carenza reale di carburante per aerei: «Il mercato gestisce la pressione e non ci sono indicazioni di ammanchi veri e propri». Le scorte di emergenza esistono e potranno essere immesse sul mercato solo se necessario. Guardando al futuro, la Commissione annuncerà la creazione di un Osservatorio sui carburanti per monitorare approvvigionamenti e riserve, con focus iniziale sul jet fuel. Sul fronte delle forniture, Tzitzikostas ha anticipato che si sta lavorando a fonti alternative, «come ad esempio il carburante di tipo A prodotto negli Stati Uniti», e si valuterà se imporre agli Stati membri obblighi di scorte minime di emergenza. L’obiettivo di lungo periodo resta però la transizione verso carburanti sostenibili: «La nostra autonomia strategica dipende da questo», ha sottolineato il commissario.

Volo cancellato: rimborso del biglietto o volo alternativo, ecco cosa spetta al passeggero

Le regole europee sono chiare. In caso di cancellazione, il passeggero può scegliere tra il rimborso integrale del biglietto entro sette giorni, senza penali, e la riprotezione su un volo alternativo verso la stessa destinazione. La compensazione economica scatta invece quando la compagnia non avvisa con almeno due settimane di anticipo, oppure non rispetta le condizioni sui tempi di preavviso più brevi previste dalla normativa. Tzitzikostas ha provato a rassicurare chi sta programmando le vacanze estive: «L’Europa è pronta a dare il benvenuto a tutti i turisti. Oggi è ancora più importante mandare un messaggio chiaro: l’Europa è un posto sicuro da visitare». I diritti dei passeggeri sono garantiti dalla normativa comunitaria e le compagnie aeree «sono obbligate ad assistere i passeggeri» in caso di disservizi.

Le reazioni delle associazioni dei consumatori

Da parte loro, le associazioni dei consumatori sembrano accogliere positivamente le dichiarazioni di Bruxelles, ma aggiungono qualche avvertenza. Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, ricorda che «la normativa è chiara» e annuncia che l’Unc ha già presentato un esposto ad Antitrust ed Enac contro i supplementi carburante applicati dalla compagnia Volotea: «Non si possono applicare supplementi carburanti se non si tratta di un pacchetto turistico». Il Codacons, dal canto suo, avverte che il rimborso del biglietto non copre le spese accessorie, come hotel e servizi turistici prenotati autonomamente: chi ha organizzato un viaggio fai da te rischia di perdere quelle cifre se il volo viene cancellato. Anche le polizze assicurative, spiega l’associazione, hanno limiti significativi e «arrivano a costare fino all’8% dell’intera vacanza», con esclusioni che riguardano, tra le altre cose, il semplice timore di viaggiare o un cambio di programma non documentato.