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La rivelazione della miss Ambra Calbucci: «Mio padre ucciso perché difendeva le donne. Il nostro vicino di casa molestava tutte» – Il video

17 Giugno 2026 - 21:32 Alba Romano
La figlia di Davide Calbucci, 49enne di Cesena accoltellato a morte dal 65enne Giuseppe Di Giacomo chiarisce il movente del delitto emerso poi nel processo
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Era il 19 dicembre del 2020 quando Davide Calbucci, 49enne di Cesena, venne barbaramente ucciso con trentaquattro coltellate nel parco Fornace Marzocchi. A sferrare i fendenti mortali fu il vicino di casa, Giuseppe Di Giacomo (all’epoca 65enne), oggi condannato all’ergastolo nel carcere di Bologna con sentenza confermata in Appello nel 2022. A distanza di anni, la famiglia della vittima ha deciso di rompere il silenzio su un dettaglio cruciale emerso durante il processo. A farlo, riporta il Corriere della Sera, è stata la figlia diciannovenne, Ambra Calbucci, che ha scelto il palco del concorso di bellezza “Splendida D’Italia” — evento dedicato alla sensibilizzazione contro i femminicidi e la violenza di genere — per lanciare un messaggio forte: suo padre non è morto per futili motivi, ma per difendere le donne del quartiere.

«Mio padre ucciso per aver difeso le donne dalle molestie»

Sul palco Ambra Calbucci ha voluto fare chiarezza sulla reale natura del delitto. «Ho deciso di portare la verità su quel palco. Mio padre aveva scoperto che il nostro vicino molestava parecchie persone: le donne che abitavano nel nostro condominio e quelle che frequentavano il parco dove è stato assassinato. Si confidavano con lui perché eravamo i vicini di casa di Di Giacomo», ha dichiarato la giovane.

Le vittime del condominio e del parco Fornace Marzocchi hanno confermato a verbale, davanti a giudice e PM, il clima di terrore in cui vivevano, fatto di pedinamenti e inseguimenti fino all’uscio di casa. Dinamiche che tratteggiano il profilo dell’assassino, il quale — dopo la condanna per l’omicidio Calbucci — è stato giudicato colpevole anche di una successiva violenza sessuale ai danni di un’infermiera del carcere di Bologna.

La paura di denunciare e i precedenti dell’assassino

Secondo il racconto della moglie di Davide, Iwona Bednarz, e della figlia Ambra, le donne molestate non avevano mai sporto denuncia prima dell’omicidio per l’estrema pericolosità dell’uomo. Di Giacomo, riferisce il Corriere, era infatti un pregiudicato e le minacce di morte verso la famiglia Calbucci erano frequenti. Il killer avrebbe scoperto che Davide era intenzionato a proteggere quelle donne, decidendo così di pianificare l’agguato mortale di prima mattina. Oggi, nel punto esatto del parco Fornace Marzocchi in cui l’uomo è stato ucciso mentre passeggiava con i suoi due bassotti, la moglie ha piantato un albero di ulivo. Da qui nasce l’appello formale alle istituzioni locali di nominare il nome di “Parco Fornace Marzocchi” in “Parco Davide Calbucci”.