Ultime notizie Delitto di GarlascoDonald TrumpG7Giorgia MeloniMondiali 2026
ATTUALITÀArrestiBrindisiCarabinieriPalestinaPugliaTerrorismo

Brindisi, inneggiava alla Jihad sul web: arrestato 30enne palestinese a Latiano

18 Giugno 2026 - 11:44 Stefania Carboni
brindisi arrestato palestinese terrorismo
brindisi arrestato palestinese terrorismo
Originario di Gaza, lavorava in una pizzeria. Usava la rete social per fare apologia del terrorismo e secondo la DDA era pronto ad agire. Stupore tra chi lo conosceva: «Un ragazzo schivo, insospettabile»
Google Preferred Site

Un’importante operazione antiterrorismo ha portato all’arresto di un uomo di 30 anni a Latiano, in provincia di Brindisi. L’indagato, un cittadino di origini palestinesi, è accusato di istigazione a commettere delitti con finalità di terrorismo, reato aggravato dall’uso di sistemi informatici e telematici per la diffusione di propaganda legata alla matrice jihadista. L’uomo, secondo quanto riporta BrindisiReport, era in Italia come rifugiato politico, lavorava in una pizzeria ed era originario di Gaza.

Il blitz dei Ros nel Brindisino

L’arresto è scattato nel corso della notte ed è il risultato di un blitz fulmineo condotto dai Carabinieri del ROS (Reparto speciale dell’Antiterrorismo), supportati attivamente dai militari del Comando Provinciale di Brindisi. Le indagini e l’esecuzione della misura cautelare in carcere sono state coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Lecce, da tempo in prima linea nel monitoraggio dei fenomeni di radicalizzazione sul web.

Le accuse: propaganda e jihadismo online

Secondo le prime informazioni, l’uomo utilizzava social e la rete per fare apologia del terrorismo e inneggiare alla jihad. L’uso dei sistemi telematici ha fatto scattare l’aggravante specifica, evidenziando la pericolosità della diffusione di tali contenuti online. Il 30enne è stato condotto in carcere in attesa del prosieguo delle indagini preliminari.

Dalla solidarietà social al fondamentalismo: come è nata l’indagine

L’inchiesta che ha portato all’arresto del giovane parte nell’aprile del 2025. Tutto è iniziato grazie all’attività di web patrolling (il monitoraggio costante dei social network) condotta dai Carabinieri della Stazione di Latiano. I militari avevano infatti individuato un profilo sospetto che condivideva continuamente foto, video e commenti legati al delicato contesto del conflitto israelo-palestinese. Le indagini che ne sono seguite hanno permesso poi di documentare un rapido e preoccupante processo di radicalizzazione ideologica. Come specificato nella nota ufficiale dell’Arma dei Carabinieri, l’indagato è passato gradualmente da una generica solidarietà verso la causa palestinese a una netta adesione alla retorica jihadista. Sui propri canali social arrivava a manifestare aperto apprezzamento per gli atti di terrorismo, esaltando il martirio come massima espressione di fede e dichiarandosi pronto a sostenere azioni dirette. Le indagini hanno comunque escluso, almeno per il momento, l’affiliazione formale del trentenne a cellule terroristiche strutturate.

Il profilo dell’arrestato: «Un ragazzo schivo, insospettabile»

La notizia dell’arresto ha gettato nello sconcerto la comunità locale e chiunque conoscesse il giovane. Di origini gazawi, l’uomo lavorava come aiuto cucina in una pizzeria della zona. Il suo datore di lavoro e i colleghi lo descrivono come un ragazzo schivo, molto silenzioso ed educato, totalmente dedito alle sue mansioni: il classico profilo dell’insospettabile che conduceva una doppia vita, diviso tra la quotidianità del lavoro e l’attivismo radicale sul web.

(in copertina foto di Sasun Bughdaryan su Unsplash)