Report, il Messaggero: ora Ranucci è «commissariato» dai suoi fedelissimi. Ma arriva la smentita: «Solo un documento»

«Falso, c’è un documento di richiesta di affiancamento dopo l’uscita di alcune figure. Ma non c’è alcun commissariamento. Né nell’eventualità può deciderlo un’assemblea». Questa la precisazione che arriva da Report in merito all’articolo uscito stamane su il Messaggero, che parlava di una resa dei conti negli studi di via Teulada.
Secondo Il Messaggero tra le mura di Report sarebbe in corso una vera e propria guerra di successione, e secondo quanto riporta il quotidiano Sigfrido Ranucci non sembra aver capito che è ormai «un’anatra al forno». E i suoi più fidati collaboratori hanno già iniziato a fare i bagagli. O meglio, a prepararsi al “dopo”.
La redazione spaccata e la nascita del comitato editoriale
A guidare la transizione, per il Messaggero, sarebbero i due pesi massimi della trasmissione, finora considerati i veri e propri dioscuri del conduttore: Giorgio Mottola e Giulio Valesini. Il primo, inviato esterno e firma delle inchieste politicamente più scottanti (dai casi sul padre di Ignazio La Russa a quello sul genitore di Giorgia Meloni), è l’uomo di punta. Il secondo, giornalista interno Rai, ha il peso della struttura. Se verso l’esterno la redazione continua a mostrare un fronte compatto in difesa del proprio capitano, all’interno c’è la spaccatura, con la nascita di un “comitato editoriale” promosso proprio da Mottola e Valesini. Un documento votato all’unanimità da redattori e collaboratori per prendere in mano le redini della ripartenza autunnale: decidere quali inchieste fare, come svilupparle e quando mandarle in onda. Un’operazione vissuta, secondo quanto riporta Il Messaggero, da Ranucci come un vero e proprio “soviet” interno nato con l’unico scopo di esautorarlo, indebolirlo e accompagnarlo alla porta.
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La redazione di Report: «Siamo al fianco di Ranucc»i
Ma in una nota la redazione di Report Rai3 smentisce «in modo categorico» l’indiscrezione pubblicata da Il Messaggero. «Non esiste nessun commissariamento», si legge in una nota diffusa dalla redazione, che ribadisce anche «il suo totale sostegno a Sigfrido Ranucci», definito bersaglio nelle ultime settimane di una «continua, quotidiana e inarrestabile campagna diffamatoria». Secondo i giornalisti di Report, gli attacchi non riguarderebbero soltanto Ranucci, ma «tutto il programma e il lavoro di tutti gli inviati». La redazione fa sapere che gli oltre 60 lavoratori della trasmissione, tra inviati, giornalisti del desk, videomaker e montatori, stanno già lavorando alla produzione delle inchieste della prossima stagione e stanno valutando «una o più soluzioni» per affrontare quella che definiscono una fase di «attacchi generalizzati» senza precedenti nella storia del giornalismo italiano. «Chi parla di commissariamento mistifica la realtà», conclude la redazione. «Non possiamo accettare che si continui a gettare ancora fango sul programma nel tentativo di provare a indebolirlo».

