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«Dall’autista nessun errore», cosa dicono i medici sul tram deragliato a Milano: cosa è successo al conducente e perché non c’è stata frenata – Il video

12 Agosto 2026 - 14:21 Giovanni Ruggiero
Tram 9 deragliato a Milano
Tram 9 deragliato a Milano

Le ipotesi dei consulenti della difesa sul malore che avrebbe colpito il tramviere Pietro Montemurro. Perché il tram della linea 9 ha continuato la sua corsa, uccidendo due persone, nonostante il meccanismo dell’«uomo morto»

Non ci sarebbero responsabilità dirette di Pietro Montemurro, il conducente del tram deragliato lo scorso 27 febbraio a Milano, nell’incidente che gli è costato l’iscrizione nel registro degli indagati per disastro ferroviario, omicidio e lesioni colpose. È quanto emerge dalla consulenza cardiologica e medico-legale di parte, un documento di 19 pagine firmato da Andrea Alfonso Finzi e Massimo Levratti e depositato dai legali dell’uomo, secondo cui «non sussistono elementi per ricondurre l’accaduto a comportamento illecito, negligente o imprudente». La perdita di coscienza, si legge nella relazione, sarebbe stata «un evento acuto, imprevedibile nelle circostanze e non prevenibile dal soggetto».