«Turni da 80 ore a settimana e paghe in nero»: la Germania mette sotto accusa le gelaterie italiane. Come ha risposto Zaia

La polemica è partita dalla Germania, dove un reportage del Süddeutsche Zeitung ha raccolto le testimonianze di alcuni lavoratori impiegati in gelaterie gestite da italiani. Nei racconti citati dall’articolo, pubblicato dalla giornalista Stéphanie Mercier, si parla di turni che arriverebbero a 80 ore settimanali, pagamenti in nero e persone formalmente assunte con contratti a chiamata nonostante lavorino a tempo pieno. Le testimonianze sono state raccolte con nomi di fantasia per proteggere l’identità dei lavoratori.
La reazione di Zaia
Il presidente della Regione Veneto Luca Zaia ha difeso i gelatieri italiani che lavorano in Germania, sostenendo che eventuali irregolarità vadano verificate nei singoli casi senza trasformarle in un’accusa rivolta a tutta la categoria. «Vanno difesi senza se e senza ma», ha detto all’Ansa, ricordando il ruolo che generazioni di emigranti veneti hanno avuto nella diffusione del gelato artigianale in Germania. Anche Camillo De Pellegrin, sindaco di Val di Zoldo (BL) e figlio di gelatieri emigrati in Germania, ha criticato i toni del reportage. Secondo il sindaco, eventuali violazioni delle norme sul lavoro possono esistere, ma non giustificano un attacco generalizzato a una categoria che ha una lunga storia nel Paese.
Dalla Val di Zoldo alla Germania
Il legame tra il gelato italiano e la Germania affonda le radici nella storia dell’emigrazione dalla Val di Zoldo, nelle Dolomiti bellunesi. Nell’Ottocento, dopo l’esaurimento delle risorse delle miniere di ferro, molti abitanti della valle furono costretti a cercare nuove fonti di reddito fuori dal territorio. Prima arrivarono i lavori ambulanti, poi l’attività dei gelatieri. Dalla fine dell’Ottocento le famiglie della zona iniziarono a sviluppare un vero e proprio modello imprenditoriale, prima con i carretti e poi con le gelaterie. Dagli anni Cinquanta numerosi gelatieri veneti aprirono attività in Germania, creando una rete che ancora oggi lega le due comunità. Nel 1958, a Longarone, si tenne inoltre la prima Fiera del Gelato, diventata uno dei momenti simbolici di questa storia.

