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Cosa c’è dietro gli allarmi sull’intelligenza artificiale

15 Settembre 2026 - 06:35 Alba Romano
intelligenza artificiale rischi
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Gli ad dei colossi dell'Ia parlano di rischi per l'umanità e prevedono un rallentamento nello sviluppo dei modelli. Ma dietro c'è la volontà di dominio
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Negli ultimi tempi gli amministratori delegati dei tre colossi dell’intelligenza artificiale lanciano allarmi sui rischi apocalittici dell’app. E Dario Amodei, Sam Altman ed Elon Musk convergono su una monatoria. Ovvero su una frenata nello sviluppo dei modelli di frontiera dell’Ia. L’allarme arriva dopo le dimissioni da Anthropic del ricercatore Jacob Coxon, che li ha accusati di giocare d’azzardo con la vita umana. E dalla previsione di Evan Hubinger, secondo il quale il 10% della probabilità dell’estinzione umana è dovuta all’Ia.

Il rallentamento dell’intelligenza artificiale

Ma, spiega oggi Il Fatto Quotidiano in un articolo a firma di Nicola Borzi, dietro le preoccupazioni c’è un disegno coordinato delle aziende dell’intelligenza artificiale. Che si rendono conto della difficoltà di continuare a reperire capitali per lo sviluppo dei software in un’era di tassi crescenti. Anthropic è in attesa della quotazione a Wall Strett, prevista a ottobre. Sul mercato dei capitali potrebbe rimediare una valutazione tra i mille e i duemila miliardi di dollari. OpenAi ha rinviato l’ipo. Mentre xAi insieme ai loro principali competitor Microsoft, Alphabet (Google), Meta, Amazon e Oracle hanno accumulato impegni finanziari enormi. Tra il debito esistente e la necessità di costruire data center la cifra totale sfiorerebbe i 1.300 miliardi di dollari nel 2027.

La moratoria

C’è poi da osservare che la moratoria consentirebbe ad Anthropic, OpenAi e xAi di stabilizzare il loro oligopolio, erigendo barriere normative per bloccare la concorrenza delle start up emergenti e dei modelli di intelligenza artificiale open source. Non solo: così il settore potrebbe chiedere alla Casa Bianca deroghe antitrust e aiuti di stato. Anche se c’è un inatteso critico della moratoria. Donald Trump ha definito l’idea una «cospirazione malata» e ribadendo che «chi vince l’Ia vince tutto». Anche la Cina ha attaccato la proposta bollandola come «una tattica statunitense da guerra fredda» per congelare il divario e contenere il progresso tecnologico della Repubblica Popolare.

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