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Roberto Mollo al 112 dopo aver sparato ai ladri: «Mi sono difeso… son disperato… mi è preso paura». La telefonata con i carabinieri – L’audio

23 Settembre 2026 - 22:10 Giovanni Ruggiero
Il Tg1 ha trasmesso l'audio della chiamata del 35enne di Baldissero d'Alba, pochi minuti dopo aver sparato circa 12 colpi con la sua pistola. «Ho ferito un ladro - dice all'operatore - non so se è morto»
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«Sì, buona sera, salve, sono Mollo Roberto, ho avuto dei ladri in casa, e mi sono difeso». Comincia così la chiamata al 112 che il Tg1 ha mandato in onda in esclusiva nell’edizione delle 20 di oggi, 23 settembre. A parlare è Roberto Mollo, il 35enne che nella notte di domenica scorsa ha fatto fuoco contro un gruppo di persone entrate nella cascina di famiglia a Baldissero d’Alba, in provincia di Cuneo, uccidendone una. Laa telefonata è partita alle 2.17, a pochi minuti dagli spari. Nei primi secondi l’uomo racconta all’operatore: «Ho ferito un ladro non so se è morto. Ho avuto paura, ho fatto da solo, avevo la pistola». E subito dopo aggiunge: «Son disperato: mi ha preso paura mi stava girando in casa».

Quanti colpi ha sparato e cosa è successo nella cascina

Secondo la ricostruzione del Corriere Torino, Mollo si sarebbe accorto dell’intrusione nella sua proprietà poco dopo le 2 del mattino e avrebbe esploso almeno 12 colpi di pistola. Il ladro colpito si era introdotto nella cascina di campagna insieme ad altri uomini. Nella registrazione il 35enne descrive la scena con frasi spezzate: «Questo qua incappucciato, è chiuso eran fuori nel cortile io gli ho sparato perché mi son spaventato».

Il dialogo con i carabinieri: «Forse c’è una persona a terra»

A un certo punto la chiamata viene girata ai carabinieri e Mollo ripete la sua versione: «Io ho avuto i ladri in casa, io sono armato, mi sono difeso. Forse c’è una persona a terra non so se è morto». Insiste sul fatto di essere solo, in una zona isolata: «Sono armati io gli ho sparato mi son difeso abito qua da solo sono in una cascina… Qua in campagna». Il militare prova a calmarlo e gli assicura che sta per arrivare una pattuglia. «Porti pazienza», risponde Mollo, «io non so più cosa dire: volevano rubarmi tutto». Una frase che torna più volte nel corso della conversazione, insieme al riferimento all’uomo rimasto a terra.

L’invito a non toccare nulla e la pistola scarica

Nella parte finale della telefonata, l’agente raccomanda al 35enne di restare dove si trova in attesa dei soccorsi: «Tra due minuti ti richiamo io, stai tranquillo, non toccare niente». Mollo assicura di aver capito: «No no, non tocco niente. Sono fuori tanto la pistola ce l’ho qui è scarica».