Il WEF non ha mai chiesto di far pagare l’ossigeno che respiriamo

Circola sui social, tramite un’immagine, la narrazione che vede il World Economic Forum (WEF) intenzionato a far pagare l’aria che respiriamo. La prova sarebbe una dichiarazione rilasciata durante un panel del WEF, in cui una donna chiamata Lindsay Hooper avrebbe illustrato l’iniziativa. Si tratta di una falsa narrazione, che decontestualizza il reale intervento nel palco del WEF.
Il contenuto sotto analisi
L’immagine mostra Lindsay Hooper, seduta sul palco di un evento del WEF, accompagnata dal testo «Il WEF vuole monetizzare la respirazione!» e dalla seguente citazione: «Acqua, suolo e ossigeno NON dovrebbero essere infinitamente accessibili. Sono risorse che dovrebbero essere incluse nei bilanci economici globali».

Il testo prosegue: «Il Forum Economico Mondiale sta apertamente spingendo per inserire l’aria che respiri nel bilancio aziendale. Pagare per l’ossigeno non è più uno scherzo: è il loro piano. Questa è follia distopica!». Quest’ultima parte risulterà utile al fact-check.
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Chi è Lindsay Hooper e quale è il suo ruolo al WEF
La donna ritratta nell’immagine Lindsay Hooper, CEO del Cambridge Institute for Sustainability Leadership. Il suo nome compare nell’elenco dei relatori della sessione «Understanding Nature’s Ledger», organizzata dal WEF all’Annual Meeting of the New Champions di Dalian nel giugno 2024. Hooper non risulta affatto come una dirigente del Forum, ma come una delle ospiti invitate al dibattito.

Cosa ha detto davvero Hooper
La frase sull’accesso «non infinito» ad acqua, suolo e ossigeno non compare nell’intervento. La trascrizione integrale è stata pubblicata dai colleghi di Annie Lab, il progetto di fact-checking dell’Università di Hong Kong che ha analizzato la clip virale.
Hooper cita l’aria, l’acqua e il suolo come basi su cui poggiano tutte le economie, sostenendo che oggi la natura viene trattata come se fosse illimitata e gratuita, e che i danni ambientali non entrano nelle decisioni quotidiane delle aziende. Da qui la sua proposta: «Non possiamo fare affari su un pianeta morto», dice, e una delle soluzioni per proteggere i sistemi naturali è «portare la natura nei bilanci».
Il concetto si chiama contabilità del capitale naturale che, in parole semplici, significa misurare quanto un’impresa o uno Stato dipende dagli ecosistemi e quanto li danneggia. Non è un’invenzione del WEF, dato che le Nazioni Unite hanno un sistema di contabilità economico-ambientale. Secondo l’ONU, oltre trenta Paesi producono già conti degli ecosistemi. Anche la Commissione europea applica la contabilità del capitale naturale ai dati degli Stati membri.
Contattata da Annie Lab, Hooper ha spiegato che il suo intervento riguardava la protezione dei sistemi naturali e non la limitazione dell’accesso ad aria, acqua o suolo, che secondo lei devono restare «universalmente accessibili». La narrazione virale riporta solo i primi due minuti e 55 secondi di un intervento che ne dura cinque, tagliando la parte in cui Hooper chiede a governi e mercati di spostare i capitali verso attività che non danneggiano il pianeta.
Conclusioni
La proposta su acqua, suolo e ossigeno attribuita al World Economic Forum non è mai stata pronunciata e nel video originale non c’è alcuna proposta di far pagare l’aria.
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