La truffa sul Superbonus dietro ai lavori mai iniziati, sequestrati 153 milioni al patron della Juve Stabia in serie B: possibili conseguenze per il club

La Procura di Napoli ha chiesto e ottenuto il sequestro di 152,9 milioni di crediti d’imposta considerati non dovuti ad Alfredo Guerri, imprenditore e patron della Juve Stabia, che milita in serie B. Secondo gli inquirenti coordinati da Nicola Gratteri, Guerri avrebbe accumulato i crediti grazie a lavori fantasma da migliaia di euro, spesso mai iniziati o in parte avviati. Tutti finanziati con le agevolazioni del Superbonus 110%. Nel mirino ci sono circa 60 episodi di sospette truffe relativi a lavori in condomini nella provincia di Napoli. Le indagini sulla Alfredo Guerri srl sono iniziate nel 2023, il sequestro è stato disposto dalla giudice Federica De Bellis.
Com’è nata l’inchiesta sul patron della Juve Stabia
Le indagini della Procura di Napoli sono iniziate nel 2023, quando un amministratore di un condominio di Casoria e il proprietario di un immobile a Pescocostanzo, in Abruzzo, hanno sporto denuncia, dando il via alle indagini sulla società Alfredo Guerri srl. Proprio quest’ultima è stata al centro dell’inchiesta. In particolare, il proprietario dell’immobile abruzzese aveva incaricato l’impresa di Guerri solo di realizzare uno studio di fattibilità per verificare se fosse possibile accedere al superbonus. Senza però firmare alcun contratto d’appalto per i lavori. Nonostante ciò, aveva poi scoperto che a favore di Guerri risultava un credito d’imposta di oltre 30mila euro: soldi legati a lavori mai commissionati.
Cosa hanno scoperto gli inquirenti
Da qui sono partiti i controlli sulla documentazione, che hanno rivelato una differenza tra le fatture ricevute e quelle emesse. Secondo i magistrati, dietro a tutto questo ci sarebbe un meccanismo fraudolento fatto di documenti falsi usati per generare a favore dei condomini crediti d’imposta, prima ancora che i lavori venissero eseguiti. Il sistema funzionava in due modi. Se i lavori non erano mai iniziati, un professionista attestava un falso stato di avanzamento, da cui nascevano fatture per lavori mai fatti e crediti d’imposta indebiti. Se i lavori erano iniziati, ma erano a un punto diverso da quello dichiarato, il professionista certificava una data di inizio diversa da quella reale, o addirittura opere mai realizzate o mai concordate.
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Il sequestro e le prossime tappe
Nel decreto di sequestro, la giudice De Bellis descrive queste condotte come «allarmanti», segno di grande «spregiudicatezza». Le indagini hanno inoltre accertato che Guerri aveva già ceduto una parte di questi crediti a terzi: un elemento che ha pesato nella decisione del giudice di disporre il sequestro. Guerri avrà comunque la possibilità di difendersi nelle fasi successive del procedimento, e la sua difesa può presentare ricorso al Tribunale del Riesame contro il sequestro.
Doppio colpo per Guerri: stop all’attività per un anno
Le indagini sul superbonus si allargano con la Procura di Napoli Nord, che sta conducendo un’inchiesta parallela. A luglio la stessa Procura aveva già ottenuto un sequestro nei confronti di Guerri, ma ora ha notificato all’imprenditore anche un’interdittiva che gli vieta di esercitare l’attività per un anno, richiesta dal pm Giovanni Corona insieme alla procuratrice aggiunta Maria Di Mauro.
Le ricadute sulla Juve Stabia
Questa doppia mossa giudiziaria rischia di avere conseguenze anche sulla Juve Stabia, il club calcistico che Guerri aveva rilevato nei mesi scorsi. L’acquisizione era avvenuta nell’ambito di un’amministrazione giudiziaria decisa dal pool anticamorra insieme alla Direzione nazionale antimafia, per sospetti condizionamenti della criminalità organizzata nella gestione precedente del club. Per giovedì 24 settembre è prevista un’udienza davanti alla sezione misure di prevenzione.

