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04 Ottobre 2026 - 10:08 Gabriele Fazio

Flame Parade – Hollywood Stray

Il concetto di suono dal respiro internazionale spesso viene stiracchiato per abbracciare anche chi tende a quell’ambient musicale meno provincialotto, meno schitarrata e voce, meno trend pop. Con i Flame Parade il discorso è completamente diverso, parliamo di una band che ha entrambi i piedi fuori dai nostri confini, che se non ci venissero a dire che vengono dalla Toscana, penseremmo immediatamente alla periferia di Bristol, al cielo crigio, a pinte di birra tiepida consumate a metà. E non parliamo di scimmiottamenti ai limiti del ridicolo, parliamo di un percorso musicale e autorale autentico, Hollywood Stray non è come (i bellissimi) Cosmic Gathering e Cannibal Dreams, è bellissimo ma in un altro modo. I Flame Parade vanno avanti, i suoni si fanno più terreni, il concetto più spesso, più avvolgente, più immediato, più street. Potremmo consigliarvi The Place Where Love Will Let You Down, 888 o Valentine’s Day, brani che c’hanno proprio bucato le gomme, ma la verità è che i pezzi sono tutti stupendi. Certamente rivedremo questo disco nella classifica dei migliori lavori dell’anno.