Crans-Montana, la Svizzera presenta all’Italia un conto da 1,6 milioni per curare i feriti. Il governo non vuole pagare
La Svizzera presenta il conto. Gli ospedali che hanno preso in carico 12 ragazzi gravemente ustionati nell’incendio del Constellation di Crans-Montana. La cifra ammonta a oltre 1,6 milioni di euro. Ma il governo italiano non intende pagare. A complicare la vicenda c’è un accordo internazionale che, in linea generale, attribuisce al Paese di residenza del paziente le spese sanitarie sostenute all’estero.
Crans-Montana, 66.800 franchi per 15 ore di ricovero
Tra i ragazzi curati in Svizzera c’è Manfredi Marcucci, rimasto gravemente ustionato alla schiena, alle mani e alle braccia. Dopo l’incendio del primo gennaio, il giovane romano era stato ricoverato in terapia intensiva all’ospedale di Sion, prima di essere trasferito in elicottero a Milano. Per quelle 15 ore di permanenza, la struttura ha emesso una fattura da 66.800 franchi, di cui la famiglia ha ricevuto copia ad aprile.
Il padre Umberto ha contestato la richiesta ai microfoni della Rtsr, la televisione pubblica svizzera: «Se mi rompo una gamba sulle piste, è giusto che il sistema italiano rimborsi le spese», ha spiegato. Diverso, secondo lui, è il caso di chi rimane ferito in un locale a causa di possibili negligenze, anche da parte delle autorità locali. Per questo chiede che la Svizzera sospenda la richiesta di rimborso almeno fino a quando non saranno accertate le responsabilità.
Ti potrebbe interessare
Perché Italia e Svizzera non trovano un accordo sulle spese sanitarie
Gli accordi internazionali prevedono, in linea generale, che le cure ricevute all’estero siano rimborsate dal sistema sanitario del Paese di residenza. Una regola che la Svizzera ritiene applicabile anche ai feriti di Crans-Montana, mentre l’Italia contesta la richiesta.
La posizione del governo italiano si è indurita da aprile, proprio quando erano arrivate le prime fatture. L’ambasciatore italiano in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, aveva annunciato che Roma non avrebbe versato alcun rimborso, ricordando anche l’assistenza fornita dall’Italia durante l’emergenza: dai soccorsi della Protezione civile ai cittadini svizzeri ricoverati all’ospedale Niguarda di Milano. All’inizio di maggio, durante un incontro con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il presidente della Confederazione Guy Parmelin aveva promesso di trovare una soluzione. Cinque mesi dopo, però, la questione è ancora irrisolta.
A Losanna sospeso un chirurgo: avrebbe falsificato i referti operatori
Presso il CHUV di Losanna, uno degli ospedali che hanno assistito gli ustionati di Crans-Montana, un chirurgo del reparto di chirurgia plastica e ricostruttiva è stato sospeso dopo una segnalazione interna. Il medico avrebbe inserito il proprio nome nei resoconti di alcuni interventi chirurgici ai quali non avrebbe partecipato. La direzione dell’ospedale ha denunciato il caso alla procura del Cantone di Vaud.

