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«Non dovete pagare per le cure dopo Crans-Montana», stop anche alle prossime fatture: la promessa della Svizzera dopo il vertice con Meloni

04 Maggio 2026 - 13:50 Giovanni Ruggiero
Crans-Montana
Crans-Montana
Non dovrebbero più partire conti da pagare dagli ospedali svizzeri per i sopravvissuti dell'incendio al Constellation dello scorso Capodanno. Nè i famigliari dovranno pagare le fatture, che già erano arrivate e avevano scatenato durissime polemiche. Cosa è cambiato dopo l'incontro tra la premier italiana e il presidente della confederazione svizzera

Le famiglie dei ragazzi rimasti coinvolti nell’incendio di Crans-Montana non riceveranno alcun conto per le cure prestate negli ospedali elvetici nelle ore successive alla tragedia. Ad annunciarlo è stato direttamente il presidente della Confederazione svizzera, Guy Parmelin, attraverso un messaggio diffuso sui propri canali social. «Le persone ferite e le loro famiglie, indipendentemente dal loro luogo di residenza, non dovranno pagare nulla per le cure mediche prestate negli ospedali svizzeri immediatamente dopo la catastrofe», ha scritto Parmelin, precisando che le spese verranno assorbite dal fondo di aiuto alle vittime per la quota non già riconosciuta dalle assicurazioni. Il presidente ha voluto chiudere ogni possibile ambiguità, aggiungendo che Berna non spedirà più copie delle fatture ai parenti dei ragazzi coinvolti, una mossa che mette la parola fine alle polemiche delle ultime settimane.

L’incontro Meloni-Parmelin a Yerevan e la mediazione di Palazzo Chigi

L’apertura svizzera arriva al termine di un colloquio bilaterale a margine del Vertice della Comunità Politica Europea di Yerevan, in Armenia, dove la premier Giorgia Meloni ha incontrato Parmelin il 4 maggio 2026. Secondo la nota diffusa da Palazzo Chig, durante il faccia a faccia la presidente del Consiglio ha raccolto «l’impegno politico» del capo della Confederazione perché alle famiglie italiane non venisse addebitato alcun costo per i ricoveri oltreconfine. Nel corso del confronto Parmelin aveva spiegato a Meloni che il Consiglio federale stava ancora studiando il dossier sulla fatturazione tra Stati alla ricerca di «una soluzione accettabile», mentre la premier aveva ribadito la disponibilità italiana a tenere aperto un canale di dialogo costante per arrivare in tempi rapidi a una chiusura definitiva della vicenda. Poche ore dopo, l’annuncio social di Parmelin.

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