Trump: «Il piano di Teheran è inaccettabile». Iran: «Usa hanno risposto alla nostra proposta di pace, la stiamo valutando» – La diretta

Nel 64esimo giorno di guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran, ancora non è chiaro quali siano le intenzioni di Donald Trump. L’inquilino della Casa Bianca ha detto di essere al lavoro per esaminare i dettagli dell’ultima proposta di Teheran, ma si è detto anche scettico che possa contenere ciò che Washington chiede, in particolare sul nucleare. Nel frattempo, è stata bellamente ignorata la scadenza del 1° maggio, giorno a partire dal quale Trump avrebbe dovuto chiedere l’autorizzazione del Congresso Usa per continuare la guerra.
Trump: «Proposta Iran è inaccettabile»
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato di aver «esaminato la nuova proposta iraniana e di ritenerla inaccettabile». In un’intervista all’emittente pubblica israeliana Kan, il capo della Casa Bianca ha aggiunto che «la campagna sta procedendo molto bene». Trump ha inoltre ribadito la sua richiesta al presidente Isaac Herzog di concedere la grazia a Benjamin Netanyahu. «È un primo ministro in tempo di guerra. Israele non esisterebbe se non fosse per me e Bibi, in quest’ordine, serve un primo ministro che possa concentrarsi sulla guerra e non sulle sciocchezze».
Iran: «Usa hanno risposto alla nostra proposta, la stiamo valutando»
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha dichiarato che gli Stati Uniti hanno risposto alla proposta dell’Iran e che Teheran sta esaminando la risposta di Washington. Lo riporta la Cnn. Parlando in diretta alla televisione di Stato, Baghai ha affermato che la «proposta in 14 punti» dell’Iran non include la questione nucleare. «La questione nucleare non è inclusa nella proposta in 14 punti e quanto riportato da alcuni media è frutto della loro immaginazione», ha affermato. Baghai ha aggiunto che la proposta è «incentrata unicamente sulla fine della guerra», senza fornire ulteriori dettagli.
Bessent: «L'Iran potrebbe dover iniziare a chiudere i pozzi di petrolio»
La prossima settimana l’Iran potrebbe dover iniziare a chiudere i pozzi petroliferi. Lo ha detto il segretario al Tesoro statunitense, Scott Bessent, sottolineando che i prezzi delle benzina caleranno dopo la guerra a un livello più basso di quello precedente al conflitto.
Trump in difficoltà nei sondaggi: «Il 62% degli americani lo boccia»
A sei mesi dalle elezioni di metà mandato, Donald Trump è in difficoltà nei sondaggi. Secondo le rilevazioni di Washington Post-Abc-Ipsos, il 66% degli americani non approva la sua gestione dell’Iran contro un 33% che invece lo promuove. Sull’economia, solo il 34% degli interpellati lo promuove, in calo di sette punti. Sull’inflazione può contare solo sul 27% di consensi e sulla gestione del costo della vita sul 23% a fronte di un 76% che lo boccia. In generale il tasso di approvazione del presidente è al 37% rispetto al 39% di febbraio, con il tasso di disapprovazione al 62%, il livello più alto dei suoi due mandati.
Araghchi a Tajani: «Da alcuni Paesi europei approccio irresponsabile sul nucleare»
Nel corso di un colloquio telefonico tenutosi ieri sera tra il ministro degli Esteri Antonio Tajani e l’omologo iraniano Seyed Abbas Araghchi, quest’ultimo ha sottolineato «l’importanza di un ruolo responsabile dei Paesi europei» negli «sforzi diplomatici per porre fine alla guerra imposta» con Usa e Israele. Lo si legge in una nota pubblicata stamane su X dall’ambasciata di Teheran a Roma. «Il Ministro degli Esteri iraniano, esprimendo rammarico per l’approccio non costruttivo e irresponsabile di alcuni Paesi europei nel ripetere accuse infondate riguardo alla questione nucleare iraniana, ha ribadito che il programma nucleare dell’Iran è esclusivamente pacifico», si legge. Araghchi ha inoltre affermato che questi Paesi, di cui non viene indicato il nome esplicitamente, «invece di insistere su tale approccio, dovrebbero condannare apertamente l’aggressione militare degli Stati Uniti e del regime sionista contro l’Iran, e chiamarli a rispondere delle gravi violazioni del diritto internazionale umanitario». Da parte sua, Tajani ieri sera aveva reso noto di aver espresso alla controparte «la forte preoccupazione dell’Italia per l’aumento delle tensioni regionali», sottolineando «la necessità di evitare ulteriori escalation e di intensificare il lavoro per un accordo sul cessate il fuoco e la riapertura dello stretto di Hormuz» e «confermato con chiarezza che per l’Italia lo sviluppo di un programma nucleare iraniano a fini militari rappresenta una linea rossa».
Onu: «In Libano 1,2 milioni a rischio crisi alimentare»
Oltre 1,2 milioni di persone in Libano affrontano una grave insicurezza alimentare. Secondo l’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (Ocha), in Libano, teatro di attacchi israeliani, si sta verificando una crisi alimentare. Lo riporta Sky News. Quasi un quarto della popolazione, 1,24 milioni di persone, si trova ad affrontare una grave insicurezza alimentare tra aprile e agosto. La situazione umanitaria «rimane fragile e instabile» nonostante la proroga del cessate il fuoco, ha affermato l’agenzia. «Il deterioramento è dovuto principalmente all’escalation delle ostilità a partire da marzo, agli sfollamenti su larga scala, all’interruzione dei mezzi di sussistenza e dei mercati e a una prevista diminuzione degli aiuti umanitari», afferma l’Ocha. «Sebbene il cibo sia ancora disponibile a livello nazionale, l’accessibilità economica rimane il principale ostacolo, poiché l’aumento dei prezzi e la diminuzione dei redditi continuano a erodere il potere d’acquisto delle famiglie». Anche l’accesso all’acqua e all’assistenza sanitaria è stato ostacolato dai danni alle strade e alle infrastrutture chiave, afferma l’Ocha.
Esecuzione capitale in Iran: «Uccise un agente di sicurezza»
Una superpetroliera iraniana è sfuggita al blocco navale Usa
Una “superpetroliera” iraniana con un carico di 1,9 milioni di barili di greggio sarebbe riuscita a sfuggire al blocco della Marina Usa nell’area dello Stretto di Hormuz e a raggiungere l’Estremo Oriente. Lo riferisce l’agenzia Anadolu, citando il sito specializzato TankerTrackers. Su X, questo tracker specializzato ha spiegato che la petroliera, chiamata Huge e battente bandiera iraniana, «è stata avvistata l’ultima volta al largo dello Sri Lanka più di una settimana fa e attualmente sta transitando nello Stretto di Lombok, in Indonesia, diretta verso l’arcipelago di Riau». E ha aggiunto che il valore del carico di petrolio a bordo avrebbe un valore di «quasi 200 milioni di dollari». TankerTrackers afferma che, secondo i dati di tracciamento marittimo, «non trasmette segnali del sistema Automatic Identification System (Ais) dal 20 marzo scorso».
L'Idf emette nuovi ordini di evacuazione per località del sud del Libano
L’esercito israeliano (Idf) ha intimato nuovamente ad abitanti di località del sud del Libano di evacuare le loro case. Come affermato sui social dal portavoce dell’Idf in lingua araba, Avichay Adraee, l’ordine riguarda le località di Doueir, Arabsalim, Sharqiya (Nabatieh), Jibchit, Braachit, Srifa, Dounine, Breqaa, Qaqaiyat al-Jisr, Qsaibeh (Nabatieh) e Kfarsir, ed è dovuto alla necesità di «agire con la forza alla luce della violazione dell’accordo di cessate il fuoco da parte del gruppo Hezbollah». L’agenzia di stampa libanese Nna riferisce di raid aerei in corso in diverse località.
La proposta dell'Iran prevede 14 punti
La proposta di Teheran si articola in 14 punti e prevede il termine di un mese per i negoziati su un accordo per la riapertura dello Stretto di Hormuz, per mettere fine al blocco americano e alla guerra in Iran e in Libano. Lo riporta Axios citando alcune fonti, secondo le quali solo dopo il raggiungimento di un’intesa sarebbe avviato un negoziato nel tentativo di trovare un accordo sul nucleare.
Ancora 8mila palestinesi sotto le macerie a Gaza
Si ritiene che i corpi di circa 8 mila palestinesi siano ancora intrappolati sotto le macerie nella Striscia di Gaza, dove meno dell’1% dei detriti è stato rimosso, dopo due anni di guerra. È il risultato di un rapporto dei media israeliani che citano un funzionario delle Nazioni Unite. Il quotidiano Haaretz, come riporta l’agenzia Anadolu, citando un funzionario anonimo del Programma di sviluppo delle Nazioni Unite, ha affermato che considerata la lentezza delle operazioni di rimozione delle macerie, il processo potrebbe richiedere fino a sette anni. Migliaia di corpi sono ancora sepolti sotto gli edifici crollati in tutta l’enclave, ha aggiunto il funzionario, mentre le famiglie continuano ad attendere di poter recuperare e seppellire i propri cari. La valutazione si basa sui dati delle autorità palestinesi della protezione civile, che hanno segnalato gravi carenze di attrezzature e capacità, tali da rallentare gli sforzi per sgomberare vaste aree devastate.
Trump: «Esaminerò a breve la proposta dell'Iran»
«Esaminerò a breve il piano che l’Iran ci ha appena inviato, ma non riesco a immaginare che possa risultare accettabile». Lo ha detto Donald Trump sul suo social Truth. «Non riesco a immaginare sia accettabile, dal momento che non hanno ancora pagato un prezzo sufficientemente alto per ciò che hanno fatto all’umanità e al mondo negli ultimi 47 anni», ha messo in evidenza Trump.
Trump: «C'è la possibilità che gli attacchi in Iran riprendano»
C’è la «possibilità» che gli attacchi contro l’Iran riprendano. Lo ha detto Donald Trump, secondo quanto riporta l’agenzia Bloomberg. Il presidente però non ha voluto esprimermi sulle tempistiche di eventuali attacchi.
Trump: «La riduzione di truppe Usa in Germania ben più ampia di 5mila unità»
La riduzione delle truppe in Germania sarà ben più ampia di 5mila unità. Lo ha detto Donald Trump sottolineando che il livello delle truppe in Germania scenderà in modo significativo, secondo quanto riportato dall’agenzia Bloomberg.
Iran: «Se la nostra dignità sarà minacciata, combatteremo»
Il capo della magistratura iraniana, Gholamhossein Mohseni Ejei, ha affermato su X che Teheran non gradisce la prosecuzione del conflitto, ma che combatterà se la sua «dignità» sarà minacciata. «Non accogliamo con favore la continuazione della guerra, ma non la temiamo nemmeno; se la nostra dignità sarà minacciata, combatteremo per difenderla», ha precisato.
