Trump ritira 5mila soldati dalla Germania e minaccia: «Dopo l’Iran prenderò Cuba». Teheran: «Probabile nuova guerra con Usa» – La diretta

Nel 63esimo giorno della guerra del golfo tra Usa, Israele e Iran, i democratici sono insorti contro Donald Trump dopo che il Presidente ha comunicato al Congresso che le ostilità con Teheran sono da considerarsi «terminate», mossa che gli permetterebbe di procedere senza una specifica autorizzazione. Il leader dei liberal in Senato, Chuck Schumer, ha duramente attaccato la Casa Bianca definendo il conflitto «illegale» e accusando i repubblicani di complicità. Sul fronte diplomatico, nonostante una nuova proposta negoziale inviata dall’Iran tramite mediatori pakistani, Trump ha frenato gli entusiasmi: pur confermando trattative telefoniche in corso, si è detto «non soddisfatto» dei termini attuali. La tensione si sposta però anche sul piano internazionale: il Pentagono ha annunciato il ritiro di 5.000 soldati americani dalla Germania, un segnale di ritorsione del tycoon contro gli alleati europei, colpevoli, a suo dire, di non aver fornito sufficiente supporto politico e militare nella gestione del dossier iraniano.
Teheran: «Probabile una nuova guerra con gli Stati Uniti»
«È probabile una nuova guerra tra Iran e Stati Uniti»: lo ha dichiarato Mohammad Jafar Assadi, vice comandante del Comando di Khatamolanbia, aggiungendo: «L’Iran è pienamente pronto a fronteggiare qualsiasi mossa ostile».
Cbs, «Pentagono vuole ritirare 5.000 soldati dalla Germania»
Il Pentagono prevede di ritirare 5.000 soldati americani dalla Germania. Lo riporta Cbs citando alcuni funzionari, secondo i quali la mossa è un segnale del malcontento di Donald Trump per il livello di assistenza offerto dagli alleati europei sull’Iran.
Parte delle truppe che lasceranno l’Europa torneranno negli Stati Uniti per poi essere dispiegate altrove, ha detto un funzionario americano a Cbs, inquadrando la decisione nell’ambito degli sforzi del Pentagono per
concentrarsi sulle sue priorità in casa e nell’area dell’indo-pacifico.
Il ritiro delle 5.000 truppe dalla Germania potrebbe essere completato nei prossimi sei-dodici mesi. Lo ha detto il portavoce del Pentagono Sean
Parnell, secondo quanto riportato dal Reuters.
Trump: «Cuba? Forse una portaerei potrebbe fermarsi al ritorno dall'Iran»
«Mi piace finire prima un lavoro. Forse tornando dal Medio Oriente, una delle portaerei potrebbe fermarsi» a Cuba. Lo ha detto Donald Trump un po’ scherzando, un po’ serio nel corso di un evento al Forum Club in Florida. Il presidente ha quindi spiegato che gli Stati Unti prenderebbero il controllo di Cuba quasi immediatamente.
I dem contro Trump per l'autorizzazione della guerra: «È illegale»
I democratici insorgono contro Donald Trump per aver scritto al Congresso che le ostilità in Iran sono «terminate» e quindi non serve alcuna autorizzazione per il conflitto. «Quello che ha dichiarato non riflette la realtà per decine di migliaia di soldati nella regione. Trump è entrato questa guerra senza strategia e senza un’autorizzazione legale e quanto ha detto al Congresso non cambia nessuna delle due cose», ha detto la senatrice democratica Jeanne Shaheen. «Questa è una guerra illegale e i repubblicani sono complici», ha messo in evidenza il leader dei liberal in Senato Chuck Schumer.
Usa approvano la vendita di Patriot al Qatar per 4 miliardi
Il Dipartimento di Stato ha approvato la vendita di missili Patriot al Qatar per 4 miliardi di dollari. Lo si appreende da una nota.
Trump: «Dire che non stiamo vincendo in Iran è tradimento»
«Dire che gli Stati Uniti non stanno vincendo la guerra in Iran è tradimento». Lo ha detto Donald Trump.
Trump al Congresso: «Terminate le ostilità ma l'Iran resta una minaccia»
Donald Trump ha notificato al Congresso che le «ostilità» contro l’Iran sono «terminate» ma ha messo in evidenza che Teheran rappresenta ancora una minaccia «significativa». In una lettera allo speaker della Camera Mike
Johnson alla scadenza dei 60 giorni che obbligano il presidente a chiedere l’autorizzazione per continuare la guerra, Trump afferma: «le ostilità iniziate il 28 febbraio 2026 sono terminate. Non ci sono stati scambi di colpi fra le forze americane e quelle iraniane dal 7 aprile. Continuerò a dirigere le forze armate in linea con le mie responsabilità e ai sensi della mia autorità costituzionale di condurre le relazioni estere degli Stati Uniti e in qualità» di commander-in-chief. La Casa Bianca ritiene che il cessate il fuoco sospenda il limite dei 60 giorni, aggirando così la necessità di un’autorizzazione congressuale.
Trump «non soddisfatto» della nuova offerta iraniana per riavviare i negoziati
Donald Trump ha dichiarato venerdì di non essere «soddisfatto» della nuova offerta dell’Iran per riavviare i colloqui di pace con gli Stati Uniti, rinnovando la sua minaccia di «distruggere» la Repubblica Islamica se la diplomazia dovesse fallire.
In precedenza, l’agenzia di stampa ufficiale iraniana Irna aveva riferito che la Repubblica Islamica aveva «trasmesso il testo della sua ultima proposta al Pakistan, mediatore nei colloqui con gli Stati Uniti, giovedì sera», senza fornire ulteriori dettagli.
«A questo punto, non sono soddisfatto di ciò che offrono», ha risposto il presidente statunitense a Washington, ribadendo che, a suo avviso, i leader iraniani sono «divisi» e incapaci di concordare una strategia per porre fine al conflitto.
Donald Trump, che aveva già minacciato di «annientare» la civiltà iraniana, ha affermato che preferirebbe non dover «polverizzare» l’Iran una volta per tutte, ma che una ripresa della guerra rimane «un’opzione».
Secondo una «fonte ben informata» citata dal sito web americano Axios, la Casa Bianca ha chiesto all’Iran di impegnarsi a non trasferire l’uranio arricchito dai siti bombardati né a riprendere le attività nucleari durante i colloqui. Il cessate il fuoco è entrato in vigore l’8 aprile, dopo quasi 40 giorni di attacchi israeliani e americani contro l’Iran e di rappresaglie di Teheran nella regione.
