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Lo sfregio dalla Svizzera su Crans-Montana: «Da noi nessun errore». Perché le prossime fatture per le cure saranno anche più care

26 Aprile 2026 - 12:11 Giovanni Ruggiero
Crans-Montana
Crans-Montana
È la regola e si applica per qualsiasi caso, spiegano le autorità svizzere sul caso delle fatture inviate alle famiglie dei ragazzi curati nei loro ospedali dopo la tragedia del Constellation.

Le fatture spedite ai parenti dei ragazzi feriti nel rogo del Constellation non sono arrivate per sbaglio. La Svizzera non sembra volerci ripensare un attimo, come conferma una nota ufficiale dell’Ufficio federale delle assicurazioni sociali (Ufas), che fa capo al Dipartimento federale dell’Interno, riportata dal Corriere della Sera. Il documento chiarisce che «le disposizioni sull’assistenza reciproca internazionale in materia di prestazioni si applicano anche alle vittime del rogo» di Capodanno. Una posizione ribadita anche al dipartimento per la Salute di Berna, come scrive Repubblica, che allarga il quadro: il conto sale già a quasi 128 mila euro, con punte di circa 73 mila euro per poche ore di ricovero, e gli importi sono destinati a crescere.

Cosa ha detto Doris Bianchi sul pagamento da parte dell’Italia

A spiegare la posizione di Berna, in un confronto su Rsi con l’ambasciatore italiano in Svizzera Gian Lorenzo Cornado, è stata Doris Bianchi, direttrice dell’Ufas. La funzionaria, riporta il Corriere, ha ripetuto in sostanza le parole del presidente del Canton Vallese che la premier Giorgia Meloni aveva bollato come «richiesta ignobile»: «Mi spiace per le fatture mandate per sbaglio alle famiglie italiane, ma gli accordi europei vanno rispettati: mi attendo che il ministero della Salute italiano paghi le spese dei ragazzi ricoverati negli ospedali svizzeri». Bianchi ha poi rilanciato, chiedendo che il dicastero italiano fatturi alla mutua LAMal le cure dei pazienti elvetici trasferiti al Niguarda. La replica dell’ambasciatore ha provato a chiudere il discorso: «Se questi sono gli accordi, allora l’Italia rinuncia ad avvalersene: non fattureremo le spese dei due ragazzi svizzeri ricoverati da noi e ci aspettiamo che Berna faccia lo stesso».

Le reazioni delle famiglie e la posizione del Canton Vallese

Anche oltreconfine la linea ufficiale fa discutere. Michel Pidoux, padre di Trystan, il diciassettenne morto nell’incendio, ha parlato al Corriere di un vero e proprio scandalo: «La Svizzera non ha ancora capito che questo non è un fatto locale, ma un dramma europeo. Quel conto presentato dal nostro Stato è solo fredda burocrazia senza dignità». Pidoux, che lavora nelle pubbliche relazioni e nei giorni scorsi ha organizzato a Losanna un concerto di beneficenza con Riccardo Cocciante, denuncia anche la vicinanza di «un circolo di persone influenti nel Vallese» ai coniugi Jacques e Jessica Moretti, proprietari del Constellation e tra gli undici indagati per omicidio, incendio e lesioni colpose. Sul fronte istituzionale, il presidente cantonale Mathias Reynard si era detto dispiaciuto per le fatture inviate alle famiglie, definendo la spedizione «inopportuna», ma senza arretrare sul principio.

Perché arriveranno altre fatture e gli importi saranno più alti

Secondo la ricostruzione di Repubblica, il meccanismo descritto dalle autorità elvetiche lascia margini di trattativa. Nuovi conti da saldare sono in arrivo, con cifre nettamente superiori a quelle ricevute finora. Il dipartimento di Berna spiega che, quando un italiano viene curato in Svizzera, la mutua LAMal rimborsa l’ospedale e poi gira la spesa «all’assicuratore malattie estero competente, non alla persona interessata», la quale riceve «semplicemente una fattura per controllo». Le richieste di chiarimento del quotidiano su come vengano calcolati gli importi, definiti «esorbitanti» dall’ambasciatore e «anomali» dalle famiglie, sono però rimaste senza risposta. Stesso silenzio sull’eventualità che fatture analoghe vengano inviate ai feriti francesi, i più numerosi dopo gli svizzeri. Se mezza giornata di ricovero costa circa 73 mila euro, restano da quantificare i conti per pazienti come Elsa, la studentessa piemontese rimasta ricoverata in Svizzera per due mesi. Cornado ha però chiarito che l’Italia, da parte sua, «non pagherà né ora né mai».

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