Una madre denuncia la Francia: «Non ha voluto fermare lo stupratore di mia figlia»

Lo stato francese non ha fatto abbastanza per fermare lo stupratore di sua figlia. Per questo la madre di una minorenne che aveva denunciato per violenza sessuale Jerome Bardella, oggi principale indiziato dell’omicidio dell’11enne Lyhanna, presenterà una causa contro la Francia. Per colpa grave: la giustizia avrebbe gestito il suo caso con una lentezza ingiustificata secondo il suo avvocato Pierre Debuisson.
La madre che denuncia la Francia
Intervenendo all’emittente Rtl, il legale ha spiegato che verranno avviate due procedure parallele. La prima sarà un’azione di responsabilità contro lo Stato davanti a un tribunale giudiziario per presunta negligenza grave. La seconda sarà un’iniziativa in sede penale legata alla gestione del fascicolo. L’annuncio arriva mentre cresce la pressione politica e istituzionale sul caso Lyhanna. Che ha profondamente scosso la Francia e riacceso il dibattito sulle carenze dell’amministrazione pubblica e del sistema giudiziario nella prevenzione delle violenze sessuali sui minori. La vicenda ha suscitato forti polemiche dopo che è emerso come Barella fosse stato oggetto di diverse denunce e segnalazioni per presunti stupri di minori. Senza però mai essere stato interrogato né posto in stato di fermo.
Il governo Lecornu
Il primo ministro Sebastien Lecornu riunirà oggi i ministri della Giustizia, dell’Interno, dell’Istruzione e della Sanità per esaminare nuove misure destinate a rafforzare la protezione dei minori e migliorare la risposta delle istituzioni alle violenze sessuali. Dopo la morte di Lyhanna, numerosi parlamentari e associazioni hanno chiesto l’approvazione urgente di una normativa specifica contro le aggressioni sessuali ai danni di donne e bambini. Lecornu ha confermato che il progetto sarà trasmesso al Consiglio di Stato nei prossimi giorni. Secondo alcune indiscrezioni dovrebbe comprendere una serie di disposizioni complementari rispetto alla legge sulla protezione dell’infanzia attualmente in preparazione.
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L’autocritica dei giudici
Anche il procuratore generale presso la Corte di Cassazione, Remy Heitz, ha riconosciuto l’esistenza di «un fallimento» nella gestione giudiziaria del caso. E ha chiesto una revisione approfondita delle procedure per evitare il ripetersi di situazioni analoghe. Una revisione che il ministro della Giustizia, Gerald Darmanin, ha già annunciato domenica. Ordinando il riesame di tutte le denunce riguardanti minori, circa 70 mila fascicoli, entro il 14 luglio. Dopo aver riunito i procuratori generali al ministero della Giustizia, Darmanin ha inoltre chiesto che venga redatto entro la stessa data un inventario completo di tutte le denunce ancora in corso per reati o crimini commessi contro minori nei casi in cui le indagini non abbiano registrato progressi sufficienti o i sospettati non siano ancora stati interrogati.
I fallimenti del sistema giudiziario
L’obiettivo, ha spiegato, è stabilire se il caso Lyhanna rappresenti un episodio isolato o se riveli problemi strutturali più ampi nel trattamento giudiziario di questo tipo di procedimenti. Lunedì 8 giugno migliaia di persone si sono radunate in decine di città francesi e davanti al ministero della Giustizia a Parigi per denunciare i presunti fallimenti del sistema giudiziario. Nel pieno della polemica, il presidente Emmanuel Macron visiterà mercoledì l’ospedale Robert-Debré di Parigi insieme alla premiere dame Brigitte Macron. Il capo dello Stato incontrerà inoltre ricercatori, personale sanitario e famiglie coinvolte nei disturbi del neurosviluppo, prima di rendere omaggio ai professionisti impegnati nella protezione e nell’assistenza ai minori vittime di abusi.

