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Donald Trump, l’annuncio che fa calare il gelo al gala con i giornalisti: «Voglio ricandidarmi: ho già vinto tre volte» – Il video

25 Luglio 2026 - 07:46 Giulia Norvegno
«Sono molto bravo a candidarmi alla presidenza», dice il presidente americano alla fine del suo intervento al gala con i corrispondenti della Casa Bianca.
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Colpo di scena alla cena dei corrispondenti della Casa Bianca, dove Donald Trump ha indossato un cappellino rosso con la scritta “Trump 2028”. Nelle battute finali del suo intervento, durato poco più di un’ora, il presidente ha lasciato intendere al gala con i corrispondenti della Casa Bianca di puntare a un terzo mandato: «È questa la mia intenzione. E questa è… la mia intenzione per un terzo mandato come presidente degli Stati Uniti. Lo faremo. Ci divertiremo un po’. Ho vinto. Ho vinto tre volte. Ora lo farò di nuovo». Trump parla di tre volte, sempre convinto di aver battuto Joe Biden alle Presidenziali del 2020, contestate fino a portare agli scontri di Capitol Hill.

Il gelo dopo l’annuncio al gala dei corrispondenti della Casa Bianca

In una sala diventata improvvisamente silenziosa, il presidente americano ha rincarato la dose: «Lo farò. Dovrebbe essere facile», aggiungendo con una punta di autoironia di essere ormai «molto bravo a candidarmi alla presidenza» e che ci sarà tempo per parlarne. Poi il tono si è fatto un po’ più dimesso: dopo aver accennato alla situazione ereditata e al lavoro svolto dalla sua amministrazione, ha chiuso ringraziando i presenti e definendo l’appuntamento «una serata interessante». A concludere la serata è arrivato uno dei momenti più attesi: poco dopo il discorso sono partite le note di Ymca, una delle canzoni preferite di Trump, sulle quali si è esibito nel suo ballo caratteristico, ormai una costante delle sue uscite pubbliche.

Donald Trump può candidarsi nel 2028? Gli scenari sul terzo mandato

Al di là del dato anagrafico, 82 anni nel 2028, a complicare una nuova corsa alla Casa Bianca per Trump c’è soprattutto un ostacolo giuridico. Il 22° emendamento, approvato nel 1951 dopo i quattro mandati di Franklin Delano Roosevelt, stabilisce che «nessuna persona potrà essere eletta alla carica di Presidente per più di due volte». A questo si affianca il 12° emendamento del 1804, che chiude anche la porta della vicepresidenza, specificando che «nessuna persona costituzionalmente non eleggibile alla carica di Presidente potrà essere eletta alla carica di Vice Presidente degli Stati Uniti». Un’eventuale forzatura finirebbe inevitabilmente davanti alla Corte Suprema, unica autorità competente a interpretare la Costituzione e i suoi emendamenti.

Quali strade restano aperte per un terzo mandato

Sulla carta qualche scappatoia esiste, anche se tutt’altro che semplice da percorrere, modificare la Costituzione, candidarsi come vicepresidente e poi subentrare al presidente, oppure ottenere una nomina dal Congresso in caso di dimissioni congiunte di presidente e vice, o di un’elezione senza un vincitore netto. La via più diretta, cambiare la Carta, resta però la più in salita, servirebbe il 67% dei voti al Congresso, dove i Repubblicani oggi si fermano al 51%, e il 75% nei Parlamenti statali, a fronte di un consenso reale stimato attorno al 64%. Nonostante i numeri sfavorevoli, l’idea non è affatto tramontata, lo conferma la proposta del deputato repubblicano Andy Ogles, che punta a modificare proprio il 22° emendamento.