Elicottero Apache abbattuto dagli iraniani sullo stretto di Hormuz . Gli Usa reagiscono con «colpi proporzionati da autodifesa» – La diretta

Un elicottero d’attacco Apache dell’esercito statunitense è precipitato ieri vicino allo Stretto di Hormuz. I due membri dell’equipaggio sono stati tratti in salvo, secondo quanto riferito da due persone informate sull’incidente. Lo scrive il New York Times. Non è stato immediatamente chiaro se l’Apache sia stato abbattuto dal fuoco iraniano, più tardi però sono arrivate delle conferme di un’azione di Teheran. L’incidente è oggetto di indagine. Intanto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha detto che firmerà l’accordo con l’Iran entro uno o due giorni, e che se dice al premier israeliano Netanyahu di fare qualcosa, lui la fa.
L’elicottero
L’incidente si è verificato dopo giorni in cui le ostilità nella regione si sono intensificate e poi attenuate. Israele e Iran si sono scambiati attacchi militari prima di fare marcia indietro,. Il Comando Centrale delle forze armate non ha risposto a una richiesta di commento del Nyt. L’Iran ha abbattuto circa 30 droni Reaper e alcuni caccia statunitensi sono andati persi a causa del fuoco nemico e amico dall’inizio della guerra, il 28 febbraio. Ma questo sarebbe il primo Apache perso nel conflitto. L’elicottero d’attacco AH-64 Apache, armato con missili Hellfire, è uno dei tipi di velivolo più temibili che operano nella regione. Pattugliano la strategica via navigabile in parte per scoraggiare gli attacchi di piccole imbarcazioni e per abbattere i droni.
Le isole vicino a Hormuz
Ma gli elicotteri si sono spinti sempre più vicino al territorio iraniano, comprese le isole controllate dall’Iran nello stretto e nel Golfo Persico, nell’ambito della strategia aggressiva mantenuta dal Comando Centrale, nonostante i negoziati discontinui tra Stati Uniti e Iran per la riapertura dello stretto. In aprile, due membri dell’equipaggio di un caccia F-15E Strike Eagle abbattuto dall’Iran sono stati tratti in salvo dopo essersi eiettati dal velivolo danneggiato e aver atterrato in profondità in territorio ostile.
Trump
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che i piloti dell’elicottero Apache dell’esercito americano precipitato vicino allo Stretto di Hormuz «stanno bene». Lo scrive Reuters sul suo sito. Parlando sulla pista dell’aeroporto internazionale John F. Kennedy prima di tornare a Washington, D.C., Trump ha affermato che «nessuno è rimasto ferito». Trump ha aggiunto che l’amministrazione pubblicherà più tardi, in giornata, un rapporto.
Foto copertina: ANSA/FREDERIC SIERAKOWSKI | I ritratti di Donald Trump e Benjamin Netanyahu durante una marcia organizzata dall’Alliance for Middle East Peace a Bruxelles, Belgio, il 12 ottobre 2025
Gli americani replicano all'attacco dell'elicottero
«Le forze del Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) hanno iniziato a lanciare colpi di autodifesa contro l’Iran alle 17:00 di oggi, su indicazione del Comandante in Capo, in risposta all’abbattimento di ieri di un elicottero Apache dell’Esercito degli Stati Uniti. La missione è una risposta proporzionata all’aggressione iraniana ingiustificata», riporta Centcom su X.
U.S. Central Command (CENTCOM) forces began launching self-defense strikes against Iran at 5 p.m. ET today at the Commander in Chief’s direction, in response to yesterday’s downing of a U.S. Army Apache helicopter. The mission is a proportional response to unjustified Iranian…
— U.S. Central Command (@CENTCOM) June 9, 2026
Per Teheran c'è rischio costante per le forze straniere nei pressi di Hormuz
Le forze armate iraniane restano «in stato di massima allerta» per contrastare qualsiasi violazione dello spazio aereo nazionale. Lo afferma il ministro degli Esteri dell’Iran, Seyed Abbas Araghchi, in un messaggio pubblicato su X, nel quale avverte che le forze militari straniere presenti nelle aree limitrofe al territorio della Repubblica Islamica sono esposte a rischi continui, sia a causa di possibili errori umani o incidenti, sia per l’eventualità di trovarsi coinvolte in un’escalation militare.
Nel suo intervento, Araghchi richiama inoltre l’attenzione sullo Stretto di Hormuz, sostenendo che le sue acque non costituiscono un’area internazionale, ma sono condivise tra Iran e Oman. Per questo motivo, secondo il capo della diplomazia di Teheran, la soluzione più opportuna sarebbe il ritiro quanto prima delle forze straniere presenti nella zona.
Trump replica: «Reagiremo»
Sul elicottero abbattuto il presidente americano Donald Trump ha annunciato che «gli Stati Uniti dovranno necessariamente reagire a questo attacco». lo riferisce Axios
Abbattuto elicottero Apache su Hormuz
L’elicottero Apache statunitense abbattuto sullo Stretto di Hormuz è stato colpito da un drone Shahed iraniano. Lo riferiscono fonti ben informate alla Cnn. Un elicottero Apache ha un costo che può arrivare a 65 milioni di dollari, quando un investimento è stimato sui 35 mila dollari.
Cnn: «Trump ha dichiarato almeno 37 volte accordo imminente» con l'Iran
Sono passati oltre due mesi da quando il presidente statunitense Donald Trump ha annunciato un cessate il fuoco con l’Iran, sostenendo che le parti fossero ormai a un passo da un accordo. Il 7 aprile, in un messaggio pubblicato sui social, Trump aveva dichiarato che i negoziati erano «a buon punto» e che sarebbero bastate «due settimane» per finalizzare l’intesa. «È un onore vedere questo problema di lunga data vicino alla soluzione», aveva aggiunto. L’accordo, però, non è mai arrivato. Nonostante ciò, nei due mesi successivi Trump ha continuato a sostenere che una svolta fosse imminente, ripetendo più volte lo stesso messaggio. Considerando anche il periodo precedente all’annuncio del cessate il fuoco, scrive la Cnn, il presidente Usa ha affermato almeno 37 volte – tra post sui social, dichiarazioni pubbliche e interviste ai media – che un accordo con Teheran fosse vicino o che l’Iran fosse fortemente interessato a raggiungerlo.
Israele ordina l'evacuazione di Tiro
L’esercito israeliano ha invitato gli abitanti della citta’ di Tiro e delle aree circostanti, nel sud del Libano, a evacuare in previsione di attacchi contro il movimento Hezbollah sostenuto dall’Iran. «Avvertimento urgente agli abitanti della città di Tiro, incluso il quartiere cristiano, così come ai campi (palestinesi) e ai quartieri circostanti», si legge in un messaggio pubblicato su X da Avichay Adraee, portavoce arabofono dell’esercito israeliano. «Per la vostra sicurezza, vi chiediamo di evacuare immediatamente le vostre abitazioni e di spostarvi a nord del fiume Zahrani», ha aggiunto.
Teheran: lavoriamo a un accordo con gli Usa
Il rappresentante dell’Iran presso le Nazioni Unite Saeed Iravani ha dichiarato che Stati Uniti e Iran stanno «presentando e scambiando punti di vista e opinioni per raggiungere il testo definitivo di un Memorandum d’intesa, tramite il Pakistan. Non abbiamo ancora raggiunto il testo definitivo, ma stiamo seguendo la questione», ha aggiunto, secondo l’agenzia Irna, esprimendo la speranza che il processo si concluda entro la fine di questo mese. Ha poi proseguito affermando: «Il cessate il fuoco sarà globale e riguarderà l’intera regione, Libano compreso».
«Non ci sarà alcun accordo con gli Stati Uniti prima della revoca delle sanzioni e del rilascio dei beni iraniani congelati». Lo ha dichiarato un funzionario iraniano, aggiungendo: «Washington ha apportato modifiche alla bozza del Memorandum d’intesa e questo non è accettabile per l’Iran». Secondo l’agenzia Tasnim, ha aggiunto che «qualsiasi violazione del cessate il fuoco influenzerà i colloqui tra Teheran e Washington e l’Iran reagirà con fermezza a tale violazione». La sicurezza e la stabilità nella regione si ristabiliranno solo se verrà istituito un vero meccanismo di deterrenza contro le aggressioni, ha sottolineato.
Trump: se dico a Netanyahu di fare una cosa, lui la fa
Se Netanyahu lo ha sfidato lanciando missili contro l’Iran domenica? No, perché i missili erano «già in viaggio» quando ha parlato con il primo ministro israeliano. Così ha detto alla Bbc, secondo quanto riportato dall’emittente britannica, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Sempre riferendosi al premier israeliano, Trump ha detto: «Se gli dico di fare qualcosa, lui la fa». La telefonata con il tycoon, riporta ancora Bbc, è durata poco meno di un minuto.
Iran, Trump: firma in 1-2 giorni
«I negoziati con l’Iran sono in corso, non si sono fermati. Penso che potremo avere almeno un’idea tra uno o due giorni. Credo stiano andando bene». Lo ha dichiarato il presidente americano, Donald Trump, parlando con i giornalisti al termine della finale di Nba. «Siamo nelle fasi finali per un accordo molto buono con l’Iran. Non gli permetteremo di avere un’arma nucleare», ha spiegato. «L’accordo sarà molto migliore di quello siglato da Obama. Lo stretto di Hormuz riaprirà dopo la firma», ha evidenziato ancora il capo della Casa Bianca.
La tregua tra Israele e Iran
Iran e Israele hanno annunciato la cessazione delle ostilità dopo 48 ore di intensi scambi di attacchi che avevano fatto temere il collasso della fragile tregua entrata in vigore l’8 aprile, dopo oltre 100 giorni di guerra. A favorire la de-escalation è stato anche l’intervento del presidente statunitense Donald Trump, che aveva invitato pubblicamente le due parti a interrompere immediatamente le operazioni militari.
Teheran è stata la prima a dichiarare conclusa la propria operazione contro Israele. Il comando delle forze armate iraniane ha definito l’azione una severa rappresaglia, avvertendo tuttavia che qualsiasi nuova offensiva israeliana, compresi eventuali attacchi nel sud del Libano, provocherebbe una risposta molto più severa rispetto a quella vista finora. Il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf ha sostenuto che l’Iran abbia modificato gli equilibri del confronto, impedendo che il cessate il fuoco restasse soltanto un accordo formale destinato a essere violato sul terreno.
Poche ore dopo è arrivata la conferma del premier israeliano Benjamin Netanyahu. «Al momento le ostilità su questo fronte sono cessate», ha dichiarato, precisando però che Israele continuerà a esercitare il proprio diritto all’autodifesa e risponderà «con forza» a qualsiasi nuovo attacco iraniano. Sulla stessa linea il ministro della Difesa Israel Katz, secondo cui lo Stato ebraico continuerà ad agire contro Hezbollah.

