Jacques e Jessica Moretti indagati anche in Italia. La svolta a Roma sulla strage di Crans-Montana: di cosa sono accusati

La Procura di Roma ha iscritto nel registro degli indagati Jacques e Jessica Moretti, gestori del bar Le Constellation di Crans-Montana, nell’ambito dell’inchiesta sulla strage del 31 dicembre scorso. I pm capitolini, coordinati dal procuratore Francesco Lo Voi e seguiti dai pubblici ministeri Giovanni Conzo e Stefano Opilio, contestano loro i reati di disastro colposo, omicidio plurimo colposo, incendio e lesioni gravissime aggravate dalla violazione della normativa antinfortunistica. Nella notte di Capodanno il rogo del locale aveva causato la morte di 41 ragazzi, tra cui 6 italiani, e il ferimento di altri 115 persone.
Crans-Montana, cosa è emerso dagli interrogatori e dalle indagini italiane
Come riporta Repubblica, il percorso degli inquirenti era partito dalle testimonianze dei sopravvissuti italiani e dalle autopsie delle vittime. Da quei racconti è emerso un quadro pesante: le uscite di sicurezza erano bloccate, non risulta che siano stati usati estintori né che qualcuno abbia fornito indicazioni a chi cercava una via di fuga. Le fiamme si sarebbero propagate in pochi minuti, anche per l’assenza di materiali ignifughi. Secondo le testimonianze, la stessa titolare Jessica Moretti stava tentando di fuggire. Nel corso delle indagini i pm hanno disposto il sequestro probatorio dei cellulari delle vittime e dei feriti per ricostruire con precisione la dinamica dell’incendio.
I sospetti sul Comune e il sindaco per i mancati controlli
Il lavoro degli inquirenti romani non si ferma ai gestori del locale. C’è attenzione anche sulle responsabilità amministrative e sui mancati controlli, tanto che di recente a Sion è stato ascoltato Nicolas Féruad, sindaco di Crans-Montana. La Procura di Roma intende approfondire anche la sua posizione, ma prima attende che arrivino gli atti dalla Svizzera nell’ambito della collaborazione giudiziaria già avviata tra i due Paesi.
