I due attivisti della Flotilla in catene davanti al giudice: disposti altri due giorni di carcere. Di quali reati sono accusati – Il video
Thiago Avila e Saif Abukeshek, i due attivisti ancora detenuti in Israele della Global Sumud Flotilla, la spedizione umanitaria partita alla volta della Striscia di Gaza con centinaia di attivisti provenienti da tutto il mondo, sono comparsi oggi in tribunale con catene alle mani e ai piedi. Lo spagnolo e il brasiliano sono comparsi davanti a un tribunale nella città meridionale di Ashkelon e le immagini riprese dall’Afp hanno mostrato i due mentre venivano scortati in aula, con le mani di Avila ammanettate dietro la schiena e i piedi di Abu Keshek incatenati. Il giudice ha disposto la proroga della loro detenzione per due giorni. Il pm durante l’udienza ne aveva chiesti 4. Diversi i reati contestati: dall’assistenza al nemico in tempo di guerra ai contatti con un agente straniero, all’appartenenza e fornitura di servizi a un’organizzazione terroristica, fino al trasferimento di beni per conto di un’organizzazione terroristica
Il sequestro della Flotilla
Ieri, i due hanno potuto incontrare le legali di Adalah, l’associazione che assiste i detenuti palestinesi in Israele nel carcere di Shikma, gestito dallo Shin Bet. Avila è un brasiliano di 39 anni, mentre Abukeshek ha 44 anni e doppio passaporto spagnolo e svedese. Entrambi si trovavano su una nave battente bandiera italiana e sequestrata in acque internazionali dalla Marina israeliana. Per quell’episodio, il team legale della Flotilla ha fatto ricorso urgente alla Corte europea dei diritti dell’uomo per contestare la mancata adozione di misure di protezione da parte dell’Italia.
I maltrattamenti
Secondo Alessandro Mantovani, inviato del Fatto Quotidiano, i due attivisti avrebbero subito maltrattamenti di ogni genere da parte delle forze dell’ordine israeliane. Avila aveva «lividi visibili sul volto», anche «intorno all’occhio sinistro» e ha raccontato di essere stato «trascinato a faccia in giù sul pavimento e picchiato così violentemente da perdere conoscenza due volte». Abukeshek, invece, ha riferito di essere stato «tenuto con le mani legate e bendato, costretto a rimanere sdraiato a faccia in giù sul pavimento dal momento della cattura fino a questa mattina, riportando lividi al volto e alle mani».
Prolungato il fermo
Secondo la testimonianza del Fatto Quotidiano, Avila e Abukeshek rappresentano i due “trofei” dell’operazione lanciata dal governo Netanyahu al largo delle coste di Creta, quando la Marina ha abbordato con lance e gommoni 22 delle 58 barche della Flotilla. Entrambi sono in sciopero della fame, ma bevono. Nella mattinata di oggi, domenica 3 maggio, sono stati portati nel tribunale di Ashkelon, dove verranno sentiti in udienza nonostante non siano state formalizzate accuse nei loro confronti. Secondo quanto riferito dall’ong israeliana per i diritti umani Adalah, l’autorità giudiziaria ha deciso di prolungare il loro fermo di due giorni.

