Israele verso il rilascio degli attivisti della Flotilla. La risposta a Meloni dopo l’accusa di «arresti illegali». Il video per dimostrare che stanno tutti bene
Il sequestro e l’arresto di 175 attivisti della Global Sumud Flotilla sarebbe stato inevitabile, secondo il governo israeliano all’estero, per evitare «un’escalation di frizioni e violenze». Tel Aviv però dice di voler garantire la sicurezza degli attivisti «nel rispetto del diritto internazionale», dopo la netta condanna del governo italiano sul sequestro delle navi in acque internazionali davanti alle coste greche di Creta. Lo stesso ministero degli Esteri ha assicurato che, d’accordo con il governo greco, «le persone trasferite dalle imbarcazioni della flottiglia alla nave israeliana saranno fatte sbarcare in Grecia nelle prossime ore».
Questa mattina la premier Giorgia Meloni ha convocato una riunione d’urgenza a palazzo Chigi, a cui hanno partecipato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, quello della Difesa Guido Crosetto e il sottosegretario alla presidenza Alfredo Mantovano. Nella nota diffusa alla fine del vertice, il governo chiede al governo israeliano «l’immediata liberazione di tutti gli italiani illegalmente fermati», insieme al pieno rispetto del diritto internazionale e a garanzie sull’incolumità delle persone a bordo.
Roma e Berlino: «Rispettare il diritto internazionale»
I ministeri degli Esteri di Italia e Germania hanno rilasciato una dichiarazione congiunta in seguito al sequestro della «Global Sumud Flotilla», avvenuto la notte scorsa in acque internazionali al largo delle coste greche. Roma e Berlino esprimono forte preoccupazione per l’accaduto, sollecitando il pieno rispetto del diritto internazionale e invitando tutte le parti coinvolte a evitare iniziative irresponsabili.
Ti potrebbe interessare
Il documento ufficiale sottolinea come la priorità assoluta dei due governi sia la tutela della sicurezza dei propri cittadini, agendo in conformità con il diritto internazionale umanitario. I due Paesi hanno inoltre ribadito il comune impegno profuso dalla comunità internazionale per garantire l’invio di assistenza alla popolazione di Gaza, sottolineando la necessità che ogni operazione avvenga secondo gli standard legali vigenti.
Gli italiani fermati da Israele: cosa è successo
Secondo le informazioni che il team legale della missione ha fatto arrivare all’Ansa, gli attivisti italiani trattenuti sono al momento 24, distribuiti su alcune delle 22 imbarcazioni intercettate dalla marina israeliana. Il numero complessivo dei connazionali imbarcati con la flottiglia è di 57. I legali parlano di un fermo «estremamente grave», ricordando che le barche si trovavano «a 150 miglia nautiche da Creta e a 600 miglia di distanza dalla costa di Gaza», quindi a una distanza enorme da qualsiasi zona sotto controllo israeliano, e contestano il trasferimento dei fermati in territorio israeliano.
La versione di Israele
Diverso il racconto di Tel Aviv fornito dal ministero degli Esteri israeliano e ripreso dai media locali. Gideon Sa’ar parla di circa 175 attivisti fermati e di 21 barche intercettate sulle 58 totali della spedizione. Sempre il governo israeliano ha diffuso un video che, a suo dire, mostrerebbe il ritrovamento di «preservativi e droga» su una delle imbarcazioni. Gli organizzatori respingono la ricostruzione e denunciano un «violento raid in acque internazionali», durante il quale le forze militari avrebbero «sistematicamente messo fuori uso diverse imbarcazioni della Global Sumud Flotilla». Lo stesso ministero su X ha pubblicato un video in cui alcuni attivisti sembrano giocare, facendo capriole e acrobazie sul ponte di una nave militare isrealiana.
Israele difende il blocco della Flotilla: «Indispensabile per evitare l’escalation»
A spiegare la linea di Tel Aviv è il portavoce del ministero degli Esteri israeliano, che all’Ansa chiarisce come «di fronte a una flottiglia di tali dimensioni, è stato indispensabile da un punto di vista operativo agire tempestivamente per prevenire un’escalation ed evitare frizioni e violenze». Una versione che contesta apertamente quella di Roma e Bruxelles, secondo cui il sequestro avrebbe violato il diritto internazionale. Israele rivendica la legittimità dell’operazione ricordando che l’imbarcazione «ha tentato attivamente di bloccare una nave mercantile israeliana» e, sull’incolumità dei passeggeri, il portavoce assicura: «Stiamo garantendo la sicurezza di tutte le persone a bordo, e continueremo a farlo, nel rispetto del diritto internazionale». Secondo fonti israeliane, la nave della Marina con i 175 attivisti fermati dovrebbe attraccare al porto di Ashdod sabato.
Ben Gvir ordina la proiezione del «video dell’orrore» agli attivisti
Intanto il ministro israeliano della Sicurezza nazionale, Itamar Ben Gvir, ha disposto che ai 175 fermati venga mostrato un filmato militare di 43 minuti sugli attacchi di Hamas del 7 ottobre, in ebraico ribattezzato il «video dell’orrore». A riferirlo è Haaretz, che ricorda come la stessa procedura fosse già stata adottata nei confronti degli attivisti intercettati durante un precedente tentativo di raggiungere la Striscia di Gaza.

