Vannacci lancia la costituente di Futuro Nazionale: «Siamo lo scarto e la feccia, i figli di nessuno e fieri di esserlo»

«Noi rappresentiamo lo scarto e la feccia e siamo orgogliosi di esserlo. In Parlamento siamo una sporca dozzina, qui siamo i figli di nessuno e fierissimi di esserlo». Roberto Vannacci apre così la prima assemblea costituente di Futuro Nazionale (Fnv) all’Auditorium della Conciliazione di Roma. Sulle note dell’Inno di Mameli, il generale lancia ufficialmente la sfida ai palazzi della politica romana, blindando la struttura e posizionandosi in aperta collisione con i suoi ex alleati di governo. «Noi non ci vergogniamo di dirlo e anzi vi chiedo di dirlo anche voi: l’Italia agli italiani», ha poi detto dopo un lungo passaggio sulla remigrazione e la lotta all’immigrazione irregolare. «Spendo una parola su Futuro Nazionale che è un progetto politico italiano, non africano. Noi non siamo africani e non ci sentiamo africani. Noi siamo radicati nella tradizione romana e cristiana e ancorati con i piedi a terra».
La prima assemblea costituente
Lo scenario scelto per il debutto ufficiale è fortemente simbolico: dominanza di blu sul palco, il logo del nuovo partito e, accanto, l’immagine del Colosseo. L’obiettivo della due giorni romana è strutturare capillarmente il movimento nato a febbraio, pochi giorni dopo l’addio del generale alla Lega. I lavori, aperti dal deputato e coordinatore Edoardo Ziello, vedono la partecipazione di oltre 1.500 delegati locali.
L’avvio dell’evento è stato segnato da forti tensioni, non solo sul piano politico: la sala principale è stata dichiarata rigorosamente off limits per la stampa. I giornalisti sono stati inizialmente confinati in una saletta laterale e successivamente spostati nell’atrio di un ingresso secondario, una decisione che ha innescato momenti di forte nervosismo e accese discussioni con gli organizzatori. Nonostante le porte sbarrate ai cronisti, Vannacci dal palco rivendica numeri pesanti: 100 mila iscritti raggiunti in pochi mesi e una pattuglia parlamentare che conta già 8 deputati, tutti fuoriusciti da Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia.
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Tajani: «Quinta colonna della sinistra»
La nascita ufficiale del partito spacca l’area della maggioranza. Il primo a sparare a zero contro il nuovo soggetto politico è il segretario di Forza Italia e ministro degli Esteri, Antonio Tajani: «Mi dispiace che Futuro nazionale abbia scelto di fare la quinta colonna della sinistra abbandonando il centrodestra in maniera molto chiara».
La replica di Vannacci non si è fatta attendere. Senza mai nominare direttamente la premier Giorgia Meloni, che di recente aveva criticato il posizionamento di Fnv per non aver votato la fiducia al governo, il generale ha puntato il dito contro i vertici della coalizione, citando per nome solo il leader di Forza Italia. «Ci hanno detto che stiamo aiutando la sinistra. Ma io mi dovrei alleare adesso con quest’alleanza di centrodestra che continua a portare avanti l‘agenda Draghi, il green deal?»
Il bivio sovranista
Vannacci traccia una linea geopolitica e ideologica netta. Lo scontro si sposta sul piano globale: da un lato ci sono i militanti di Futuro Nazionale, definiti «guardiani del sovranismo e della cittadinanza», dall’altro il blocco composto da «Von der Leyen, Draghi, multinazionali e globalismo». Il generale rivendica così la purezza del suo movimento rispetto alle derive europeiste che attribuisce al resto della maggioranza.
Il leader ha poi voluto ringraziare la base che ha permesso la nascita della struttura in tempi record, sottolineando il grande sforzo logistico dei militanti accorsi nella Capitale. «Sono state giornate di lavoro duro, ma io non mi sono occupato di nulla, questo è il risultato del lavoro di qualcun altro che ringrazio dal profondo del mio cuore», ha concluso Vannacci, celebrando chi è partito «da terre lontane dal Trentino, dalla Liguria, dalla Sicilia, ma anche da terre vicine come Roma, grazie a chi è venuto qui per celebrare la prima assemblea nazionale». I lavori della Costituente proseguiranno fino a domenica 14 giugno, quando a intervenire saranno i deputati del neonato partito, prima delle conclusioni politiche affidate nuovamente a Vannacci.

