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Roberto Vannacci riunisce la sua costituente: 1.700 delegati e il presidente nomina tutti i vertici, tranne l’assemblea

12 Giugno 2026 - 16:37 Federico D’Ambrosio
roberto vannacci
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La due giorni di Roma riunirà i delegati. Uno su quattro è un sindaco o assessore comunale
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Per la prima volta si vedranno tutti insieme: 1.700 delegati di cui almeno il 25% (ma si dice che siano di più) tra assessori e sindaci, per tacere dei consiglieri comunali. L’assemblea costituente del partito di Roberto Vannacci, Futuro Nazionale, si riunisce all’Auditorium della Conciliazione di Roma, sabato 13 e domenica 14 giugno.

Sarà il lancio definitivo del partito, che è costituito da tempo ed ha un suo statuto ed una sede nazionale, a Lucca. Nel corso dell’assemblea costituente, però, sarà eletta l’assemblea nazionale, di 100 membri. A sua volta questa assemblea sceglierà l’esecutivo di 20 membri a cui però il presidente Vannacci aggiungerà 10 componenti scelti da lui, formalmente per riequilibrare a livello territoriale ma di fatto mantenendo così il controllo su ogni decisione.

Il controllo sui vertici e la questione 2X1000

Non solo. Nello statuto depositato e visibile sul sito ufficiale di Futuro nazionale, il presidente oltre a guidare il partito sceglie tutte le cariche apicali: il Coordinatore Nazionale, il Responsabile Organizzativo Nazionale; il Responsabile del Tesseramento Nazionale; il Responsabile Amministrativo Nazionale; il Responsabile Futuro Nazionale Giovani e nomina anche i componenti della Direzione Disciplinare Nazionale, ovvero quello che in altri partiti è il collegio di garanzia.

Messa così, posto che in effetti l’esecutivo è almeno per due terzi eletto, Futuro nazionale potrebbe avere difficoltà ad accedere ai fondi del 2×1000 dell’Irpef, visto che la legge prevede la contendibilità di tutte le cariche. Dalle parte di Fn, però, si ostenta sicurezza: «Siamo diversi anche in questo», spiegano a Open.

Il programma in una mozione

In ogni caso l’assemblea costituente sarà senza dubbio un momento importante per pesare l’effettiva rappresentatività del partito. I delegati sono stati nominati ognuno da 35 iscritti e saranno chiamati a votare la mozione scritta dal presidente Vannacci e dal Coordinatore nazionale, Massimiliano Simoni.

E, soprattutto, voterà la mozione che diventerà il programma del partito su tutti i punti politici più rilevanti, più o meno controversi. La definizione di remigrazione, ad esempio (ovvero l’idea di deportare i migranti che non siano “compatibili” con la cultura nazionale, anche se non hanno commesso reati, per come veniva spiegata nella risoluzione presentata giovedì alla Camera); quale sia l’energia su cui puntare, se nucleare o fossile e in che mix (difficilmente eolica o solare); le priorità della finanza pubblica. Il documento di diverse decine di pagine è pronto ma le mozioni votate dall’assemblea costituente e presentate dai delegati potrebbero essere, in qualche caso assorbite. Ovviamente purché piacciano al generale che, come spiega lo statuto, «impartisce l’indirizzo politico».

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