Ultime notizie Abderrahim FakirCaldo recordCrisi Usa - IranMario RoggeroNazionale italiana
POLITICAMatteo PiantedosiNo TavPiemonteScontriVal di Susa

Scontri No Tav, il ministro Piantedosi: «Serve una presa di posizione unitaria. Qualcuno vuole un’escalation»

25 Luglio 2026 - 21:43 Stefania Carboni
piantedosi no tav
piantedosi no tav
Il ministro dell'Interno ha ricevuto una chiamata dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha espresso la sua vicinanza agli agenti feriti
Google Preferred Site

«Oggi abbiamo assistito alle ennesime scene di violenza contro le Forze dell’ordine, dopo quelle registrate nei giorni scorsi. È la conferma di una volontà, da parte di qualcuno, di dare luogo ad un’escalation che richiede la massima attenzione». Lo dichiara il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi in merito agli scontri tra No Tav e forze dell’ordine, avvenuti oggi, con l’attacco ai cantieri in Val Susa. Per il ministro «serve una presa di posizione unitaria, netta e senza ambiguità da parte di tutte le forze politiche e delle istituzioni. Isolare chi alimenta la violenza deve essere un dovere condiviso, al di là di ogni appartenenza – dice -. Diversamente, questi delinquenti si convinceranno di poter fruire di compiacimento e condivisione della loro violenza eversiva».

La chiamata di Mattarella

Piantedosi ha ricevuto una chiamata dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, Il Capo dello Stato ha offerto sostegno e vicinanza agli agenti feriti, il cui numero si aggira sui 60. «Ai poliziotti, ai carabinieri e agli operatori della guardia di finanza che si sono contrapposti alla violenza di questi teppisti– sottolinea il ministro dell’Interno – soprattutto a quelli rimasti feriti in Val di Susa, va la mia piena solidarietà e il ringraziamento per il servizio che svolgono ogni giorno a tutela della sicurezza e della legalità». «Se qualcuno lo aveva sottovalutato, quanto accaduto rappresenta la riprova che c’è chi considera la violenza uno strumento legittimo di contrapposizione politica e che individua nelle forze dell’ordine il bersaglio privilegiato da colpire – aggiunge -. Probabilmente anche perché hanno capito che non arretreremo sulla difesa della democrazia».