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«No all’Ucraina in Europa, sì alla remigrazione coatta»: nella risoluzione alla Camera il programma del partito di Vannacci

11 Giugno 2026 - 12:34 Federico D’Ambrosio
roberto vannacci programma
roberto vannacci programma
Il gruppo parlamentare di Futuro nazionale presenta un documento articolato. In vista dell'assemblea costituente di sabato
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La risoluzione presentata dal gruppo di Futuro nazionale durante il dibattito alla Camera seguito all’intervento di Giorgia Meloni è più di un documento dedicato al prossimo Consiglio europeo. E’ un abbozzo di programma, articolato su diversi argomenti, alcuni dei quali al vertice del 18 giugno non saranno toccati, ma che saranno certamente la base per il partito che Roberto Vannacci riunisce il prossimo fine settimana a Roma.

No all’Ucraina in Ue e stop agli aiuti

Il punto che è certamente più difficile da avvicinare alla posizione della maggioranza che sostiene Giorgia Meloni riguarda l’Ucraina e l’adesione all’Unione europea. Per Vannacci alla richiesta di Kiev bisogna rispondere semplicemente No.  Secondo l’ex generale l’Europa deve lavorare ad una «pace negoziale», «prevedendo, contestualmente, l’immediata sospensione di ulteriori forme di sostegno economico e militare a favore dell’Ucraina».

E appunto, nella risoluzione il governo – qualora fosse approvata – dovrebbe impegnarsi a «non sostenere iniziative volte ad accelerare o favorire il processo di adesione dell’Ucraina all’Unione europea, promuovendo invece una preventiva e approfondita valutazione degli impatti economici» dell’eventuale adesione.

Finanziamenti pubblici ed energia

Di impegno economico sulle armi non si parla affatto e per la verità neppure di sostegno alle imprese. I finanziamenti pubblici secondo il partito di Vannacci devono essere dedicati esclusivamente al «rafforzamento del sistema sanitario pubblico, della sicurezza interna, delle politiche a sostegno delle famiglie e dei lavoratori italiani, nonché delle capacità di difesa e protezione nazionale».

Sulla crisi energetica, oltre alla revisione del Green Deal (chiesto anche dalla maggioranza di Meloni) il partito di Vannacci propone che l’Europa sostenga il nucleare e, a proposito di energie alternative, solo «l’idroelettrico, le biomasse, senza abbandonare settori essenziali come quello del carbone», nulla si dice, di eolico o fotovoltaico.

Remigrazione e “criteri” per gli aiuti pubblici

La risoluzione da una definizione vannacciana della remigrazione dei migranti, da affiancare ai rimpatri. Futuro nazionale propone di impegnarsi a sostenere «programmi di rimpatrio e remigrazione volontaria o coattiva dei migranti irregolari e dei soggetti stranieri destinatari di provvedimenti definitivi di espulsione ovvero responsabili di condotte incompatibili con l’ordinamento giuridico e con i principi fondamentali della convivenza civile, accertate secondo le vigenti normative nazionali ed europee».

Anche per chi risiede in Europa ed ha condotte «compatibili con i principi della convivenza civile» l’accesso ad aiuti e programmi sanitari e sociali non è per tutti. Vannacci e i suoi propongono «l’introduzione di criteri di residenzialità stabile e prolungata per l’accesso ai benefici economici previsti nell’ambito delle politiche straordinarie di sostegno alla natalità e alla famiglia».

Se il programma sarà compatibile con il centrodestra sarà da vedersi. Certo portarlo in Europa non sarà una partita facile

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