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Se scrivi «buffone» a Vannacci, lui ti fa scrivere dall’avvocato. Così il generale pretende le scuse, prima di chiedere il risarcimento

25 Luglio 2026 - 08:27 Giovanni Ruggiero
Roberto Vannacci
Roberto Vannacci
L'ex generale eletto con la Lega si è affidato allo stesso studio legale delle sorelle Cappa. Le cugine di Chiara Poggi hanno dichiarato guerra a tutti quelli che ipotizzano un loro coinvolgimento nel delitto di Garlasco. La battaglia del fondatore di Futuro nazionale contro chi lo insulta
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Stanno partendo le prime lettere dagli avvocati di Roberto Vannacci, che paga il prezzo della popolarità con una bella dose di hater sui social. Certo l’ex generale non sembra essersi proprio concentrato per evitarli, soprattutto dopo gli ultimi video provocatori fatti con l’AI in cui tira in ballo Giorgia Meloni, per non parlare di Elly Schlein e dell’ex premier Giuseppe Conte. Tra scenari da antica Roma e condanne a morte imperiali, al generale è bene evitare di dare del «buffone». Chi lo ha fatto nei commenti a quei video si è ritrovato una lettera nella cassetta della posta dai suoi avvocati.

Come funziona la richiesta di risarcimento

L’eurodeputato eletto con la Lega impegnatissimo nelle battaglie per la libertà di parola si è affidato allo studio legale T-Legal di Roma per tutelare la propria reputazione, racconta Repubblica. in un momento di visibilità altissima che gli sta procurando tanto consenso quanto ostilità. Con la missiva, il meccanismo è rodato: prima la richiesta di rimuovere il commento offensivo, poi la richiesta di una lettera di scuse, infine, laddove il commentatore non voglia proprio saperne, parte il contatto con gli avvocati per una soluzione bonaria, con il risarcimento economico riservato solo ai casi ritenuti più gravi.

Cosa dicono gli avvocati di Vannacci sugli insulti online

A muoversi per conto del generale sono gli avvocati Adriano Brigida e Gianmarco Vocalelli, che hanno fatto partire lettere in tutta Italia contro chi, secondo loro, ha superato il limite nei commenti. Vocalelli descrive il problema come un fenomeno trasversale: «È un fenomeno, quello che noi in studio chiamiamo Far Web, che va arginato e che è assolutamente trasversale. L’insulto è insulto, a prescindere dal destinatario del commento e dal colore politico, poi chiaramente deve essere sempre contestualizzato». Secondo il legale, il confine tra diritto di critica e offesa dipende dal contesto, e in generale l’obiettivo resta la rimozione dei commenti e le scuse formali, più che l’incasso di risarcimenti.

Le lettere del caso Garlasco e i limiti della critica a un politico

Lo stesso studio segue anche Paola e Stefania Cappa, cugine di Chiara Poggi, la vittima del delitto di Garlasco. A giugno sono partite altre diffide contro chi, online, si era spinto a scrivere frasi come “queste due sono complici del delitto”: chi non ha voluto scusarsi si è visto recapitare denunce e richieste di risarcimento, mentre altri hanno preferito chiudere la vicenda prima di arrivare in tribunale.