Stati Uniti, perquisita la casa di Ilhan Omar: chi è la deputata anti-Trump e perché è al centro di un’inchiesta penale
Un blitz del Dipartimento per la Sicurezza interna statunitense ha coinvolto la casa di Washington della deputata del Minnesota Ilhan Omar. L’operazione è avvenuta durante la mattinata di lunedì 12 ottobre e rientra in un’inchiesta penale su presunte irregolarità nei documenti d’immigrazione presentati decenni fa dalla sua famiglia. A confermare l’intervento è stata una portavoce del Dipartimento di Giustizia ai microfoni di Fox News, precisando che l’azione rientra in un’inchiesta federale attualmente in corso. Al centro dei rilievi degli investigatori ci sarebbero alcuni moduli per il visto e la cittadinanza compilati dal padre di Omar quando la parlamentare era ancora bambina, dopo l’uscita dalla Somalia e il successivo arrivo negli Stati Uniti negli anni ’90.
Omar nel mirino della Casa Bianca dallo scorso maggio
L’inchiesta rappresenta il culmine di mesi di pressioni politiche e dichiarazioni pubbliche da parte dell’amministrazione. Già lo scorso maggio il vicepresidente JD Vance aveva avanzato l’ipotesi dell’apertura dell’indagine su Omar per approfondire il suo status migratorio. Mentre qualche settimana fa il responsabile della Casa Bianca per la gestione dei confini, Tom Homan, aveva preannunciato l’avvio formale dell’indagine penale.
Chi è Ilhan Omar
Eletta per la prima volta alla Camera dei Rappresentanti nel 2018 per rappresentare il 5° distretto congressuale del Minnesota, che include l’area di Minneapolis, la 44enne Ilhan Omar è una delle figure di punta dell’ala progressista del Partito Democratico. La deputata è dichiaratamente anti-Trump, infatti, fa parte del cosiddetto “The Squad”. Ovvero il gruppo di parlamentarie progressiste avverse al presidente e in prima linea nel contrasto alle politiche dell’amministrazione repubblicana e all’operato dell’agenzia per il controllo delle frontiere (ICE).
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Il tentato attacco di Omar durante gli scontri anti-immigrazione
La tensione attorno a Omar era già esplosa lo scorso 27 gennaio, uno dei giorni in cui si verificarono gli scontri anti-immigrazione dell’Ice. Durante un evento pubblico a Minneapolis, il 55enne Anthony Kazmierczak era stato bloccato dal servizio di sicurezza dopo aver tentato di spruzzare un liquido non identificato contro di lei con una siringa. In quell’occasione, Omar aveva continuato il suo discorso sostenendo: «Restiamo resilienti di fronte a qualsiasi cosa ci possano scagliare contro».

