La comica che non esiste e ruba le battute ai veri artisti: così l’intelligenza artificiale diventa un nuovo modo di fare business – Il video
A prima vista Tiffany Sloane sembra una giovane comica di successo, con centinaia di migliaia di follower su Instagram conquistati a colpi di stand-up comedy. C’è solo un dettaglio: la ragazza non esiste, è generata dall’intelligenza artificiale. Le battute, invece, secondo le denunce di alcuni comici statunitensi, non sarebbero state inventate da un algoritmo, ma riprese da artisti reali, con tanto di movimenti, pause comiche e abiti identici.
Il caso di George Brett Olson e la battuta rubata
Tra i comici che hanno denunciato il fenomeno c’è lo statunitense George Brett Olson, che ha riconosciuto una propria performance in uno dei video pubblicati dall’account. « L’AI mi ha rubato la mia battuta e i miei vestiti», ha denunciato il comico americano. Il confronto tra i due video è effettivamente impressionante. Non sono uguali solo le parole, ma anche le pause comiche, i movimenti, la camicia rosa indossata dal protagonista e persino lo sfondo. Il profilo, identificato come Tiffany Sloane, non ha esplicitato nella biografia che i contenuti sono generati con l’intelligenza artificiale o che le battute provengono da altri artisti. L’unico dettaglio, nelle storie in evidenza, è invece un link a un account OnlyFans.
I think I stumbled on a genius OnlyFans marketing hack. This AI comedian ("Tiffany Sloane") started posting 3 weeks ago and is blowing up – 360k followers and millions of views. Her bio links to what appears to be a real woman’s OF profile..using her AI persona for marketing. https://t.co/jrD7cEejtm
— Justine Moore (@venturetwins) October 4, 2026Ti potrebbe interessare
Proprio questo dettaglio ha alimentato i sospetti su una possibile strategia commerciale. Justine Moore ha descritto l’operazione come un possibile trucco di marketing particolarmente efficace per promuovere un account sulla piattaforma. Una lettura che ha suscitato critiche online, soprattutto per il possibile sfruttamento del lavoro di altri creator.
Non un caso isolato, anche altri comici denunciano il furto delle proprie battute
A raccontare un’esperienza simile è stata anche la comica statunitense Olivia Carter, che ha denunciato la pubblicazione di video contenenti battute tratte dalle sue esibizioni e riproposte con personaggi generati dall’AI. In un primo momento, il profilo che aveva pubblicato uno dei filmati l’aveva bloccata, ma un amico ha riconosciuto il contenuto e lo ha segnalato, ottenendone la rimozione. Il problema si è ripresentato con la comparsa di altri video, con la sue battute ma con protagoniste sempre diverse.
Carter ha fatto notare che le battute riprese riguardavano spesso appuntamenti, relazioni e situazioni legate all’essere donna. Non si tratterebbe quindi di imitazioni casuali, ma di battute già sperimentate da artiste reali e potenzialmente capaci di attirare un pubblico specifico. A preoccupare la comica è anche il rischio che gli algoritmi dei social favoriscano personaggi artificiali costruiti per rispondere a determinati canoni estetici, sottraendo visibilità alle artiste da cui provengono i contenuti.
Gli influencer creati con l’intelligenza artificiale sono sempre di più
Il caso si inserisce in un fenomeno più ampio. Come racconta Gizmodo, testata statunitense specializzata in tecnologia, sui social stanno comparendo sempre più account che utilizzano personaggi generati con l’intelligenza artificiale. Non solo comiche, ma anche modelle e influencer creati per attirare follower e indirizzarli verso prodotti, collaborazioni commerciali o abbonamenti a pagamento.
Un esempio è quello di Jessica Foster, un personaggio virtuale presentato online come una soldatessa statunitense e diventato popolare grazie a contenuti di carattere militare e politico, anche legati all’immigrazione. Il problema diventa più complesso quando, per rendere i contenuti più efficaci, vengono ripresi video, battute o performance realizzati da altre persone. Creare un influencer artificiale è una cosa, utilizzare l’intelligenza artificiale per riprodurre il lavoro di un artista senza riconoscerne il contributo è un’altra.
Quando il personaggio è finto, ma i guadagni sono reali
>this is like ecom in 2016 these AI characters have gotten 100M+ views in only the last couple of days making them is SO easy it feels unfair. STEP 1: find a strange character on pinterest, turn it into a character sheet with chatgpt. STEP 2: download any viral video, swap the person using Higgsfield Genjutsu. use this prompt: "replace the person in @ video1 with the character from @ image1. keep the same motion, camera movement, color grading, lighting, framing, and overall video quality." DONE. the money part is in the full blueprint below.
— Rahul (@sairahul1) October 5, 2026
Il successo di questi profili dimostra quanto sia diventato accessibile costruire un’identità digitale capace di attirare l’attenzione e trasformarla in guadagno. Per gli utenti, però, distinguere un personaggio artificiale da una persona reale può essere sempre più difficile, soprattutto quando gli account non dichiarano come vengono prodotti i contenuti. Su Reddit, intanto, c’è chi cerca di sviluppare un’alternativa basata sulla creazione di personaggi originali. Un utente ha raccontato di aver intervistato oltre 50 persone che gestiscono modelli virtuali su OnlyFans come attività secondaria e di aver sviluppato uno strumento per generare influencer con l’intelligenza artificiale senza utilizzare volti reali o contenuti di altri. Un tentativo di dimostrare che è possibile usare l’AI come un mezzo per creare personaggi virtuali e contenuti originali anche senza ricorrere al lavoro di altri artisti.

