Una macchinetta del caffè ha inviato oltre mille GB di dati in 10 giorni: ecco come gli elettrodomestici smart mettono a rischio la privacy
È un record che nessun’azienda di elettrodomestici vuole avere quello per il maggior quantitativo di dati personali caricati in rete da un prodotto in 10 giorni. Fino alla scorsa settimana era di una lavatrice, ora è della caffettiera smart Keurig K-Supreme. Il traguardo precedente, appena 3,6 GB, è stato superato di misura: l’elettrodomestico ha caricato in rete più di un terabyte (1000GB) di dati in 10 giorni causando gravi problemi di rete al suo proprietario. Quello che è stato quasi sicuramente un bug, però, ha riacceso un dibattito molto importante per chiunque stia scegliendo di acquistare un elettrodomestico connesso a internet: la convenienza di poterlo controllare con uno smartphone vale il mare di dati che verranno inviati alla casa madre?
Il tweet virale che ha riacceso il dibattito
«Ehi, ehm, Keurig… ma che diavolo di dati sta caricando una MACCHINA DEL CAFFÈ – fammi controllare bene… UN C***O DI TERABYTE IN 10 GIORNI!?!?». Così si legge nel tweet che è diventato immediatamente virale superando due milioni di visualizzazioni nel giro di poche ore. Nelle discussioni seguenti la testimonianza continua con il nuovo proprietario che annuncia di aver scollegato la macchina del caffè appena regalata ai genitori non appena il suo computer ha rivelato la mole imponente di dati che ha caricato in rete. La diagnostica è stata avviata da Nomad perché la velocità della rete a casa dei suoi genitori era inspiegabilmente lenta e a causare il rallentamento è stato proprio l’upload massiccio e continuativo della Keurig K-Supreme.
Hey uh, @Keurig – what the hell is a COFFEE MACHINE uploading, let me double check… ONE FUCKING TERABYTE OF DATA IN 10 DAYS!?!? Immediately unplugging that. Getting my parents a new coffee machine. https://t.co/tTHMYC7hND
— Nomad (@NomadsGalaxy) October 6, 2026Ti potrebbe interessare
Che dati ha caricato la macchina del caffè?
Per controllare con il proprio smartphone ogni elettrodomestico smart collegato al wifi, compresa la macchina del caffè incriminata, bisogna scaricare un’app, creare un account e acconsentire agli ormai famosi “termini e condizioni”. Tra le decine di pagine scritte in piccolo che nessuno legge ci sono una serie di clausole che autorizzano il dispositivo a condividere i dati raccolti con partner terzi per fini di profilazione e marketing, una pratica ormai standard dell’industria. Questi dati vanno dalle abitudini di utilizzo della macchina del caffè (per capire quando pubblicizzare l’acquisto di nuove capsule per esempio), all’indirizzo dove si trova l’elettrodomestico o la marca del frigorifero di casa, se è anche lui un prodotto smart.
Quando i file sono così grandi, però, il sospetto è che la Keurig K-Supreme abbia raccolto molto di più: dalle abitudini di acquisto online ai siti web di ecommerce visitati, arrivando all’upload dell’intera cronologia dei computer e degli smartphone collegati alla stessa rete wifi. Questi dati sono una fonte di reddito non secondaria per i produttori che li rivendono a quei broker a cui si affidano social e algoritmi per decidere quale pubblicità mostrare in quale momento.
Proteggersi è molto semplice
Gli esperti di cybersicurezza hanno individuato veri e propri filtri digitali che è possibile mettere alla propria rete wifi per bloccare determinate richieste di dati legate proprio a questa pratica di raccolta (harvesting in inglese), ma richiedono una conoscenza non banale dei propri ambienti digitali per essere attivati. Il modo più semplice e sicuro per tutelare i propri dati è non fornirli del tutto acquistando elettrodomestici che non si connettono a internet. Si rinuncia a funzioni come l’avvio da remoto, le notifiche se ci si trova in un’altra stanza e tutta una serie di altre piccole comodità delle configurazioni smart. A questo sacrificio, però, corrispondono pubblicità meno aggressive e onnipresenti con all’interno quei prodotti che potrebbero spingere a un acquisto fuori programma, esattamente il tipo di interazione impulsiva che gli annunci targettizzati alla perfezione sono progettati per stimolare.

