«L’AI rivoluzionerà l’Italia? Istituiamo il ministero del Futuro». Come funziona il progetto di Bayram
L’intelligenza artificiale e la fisica quantistica rivoluzioneranno il mondo di oggi, la società e l’economia che conosciamo? Ben pochi dubbi. In quale direzione? Alzi la mano chi lo sa e con l’esattezza. Ma se le domande superano le risposte non resta che radunare idee e competenze e metterle a confronto e a frutto. E perché non farlo anche dentro i gangli del potere statale istituendo nel prossimo governo d’Italia un vero e proprio ministero del Futuro? È la proposta che arriva dalla seconda edizione di Bayram, la kermesse dal titolo “Il salto quantico” che sabato 10 ottobre al Maxxi di Roma ha coinvolto oltre 2.500 persone in una maratona di incontri all’incrocio tra tecnologia, fisica, geopolitica, astronomia e spiritualità – con 60 ospiti impegnati a discutere in 18 panel.
Che cos’è il ministero del Futuro
La manifestazione si è concentrata sul rapporto tra innovazione e potere. Tra gli incontri più seguiti il dibattito tra Massimo Camparini, direttore della Divisione Spazio di Leonardo, e Massimo Chiriatti, Chief Technology and Innovation Officer di Lenovo Italia e docente Luiss, sulle prospettive dell’industria spaziale e dell’intelligenza artificiale. A tenere a battesimo l’idea «straordinaria» di istituire un ministero del Futuro è stato invece l’ex ministro e presidente della Fondazione Med-Or Marco Minniti. Un progetto quello del ministero del Futuro per il prossimo governo del Paese che, spiegano da Bayram, mira a preparare società e istituzioni ai cambiamenti che investono contemporaneamente tecnologia, economia, politica e cultura, e che alla previsione scientifica e all’analisi dei dati, affiancherà l’ascolto «dei segnali deboli, degli immaginari, delle paure e dei desideri collettivi, mettendo al lavoro scienziati, economisti e giuristi insieme a scrittori, filosofi e artisti». L’ideatore della manifestazione Sebastiano Caputo insieme alla Schol of Vision guidata da Marco Bassan immagina già la traduzione operativa del progetto: prossima tappa, l’elaborazione dell’organigramma del Ministero che verrà.
Gli altri temi di Bayram
Tra gli altri temi che hanno caratterizzato la seconda edizione di Bayram pure il ruolo dell’informazione nella comprensione di questi grandi cambiamenti – coi contributi del caporedattore di El Pàis Borja Echevarria, l’esperta di tecnopolitica Marta Peirano e la giornalista di El Confidencial Ramon Gonzalez Ferriz. A completare la riflessione sulle trasformazioni del lavoro e della società è stato il dialogo con Matteo Roversi e Paolo Gervasi di Cosmico. «La risposta più potente è arrivata dal pubblico: una comunità viva e curiosa che è tornata, si è rigenerata, e ora è pronta a moltiplicarsi» ha commentato a conclusione della seconda edizione della manifestazione il direttore artistico Sebastiano Caputo.

