Ilaria Salis salva grazie all’ufficiale giudiziario. «Non fu diligente, ha provato a notificare solo una volta»
La Corte d’Appello di Milano ha annullato la sentenza di primo grado che condannava Ilaria Salis al pagamento di oltre 300mila euro a due ex collaboratori per presunto licenziamento illegittimo. I giudici hanno riscontrato un vizio nella notifica degli atti introduttivi del processo, attribuibile alla mancanza di ordinaria diligenza da parte dell’ufficiale giudiziario.
Il solo tentativo di notifica e come è andata a finire
Secondo la ricostruzione del collegio presieduto da Silvia Marina Ravazzoni, l’ufficiale si è limitato a un solo tentativo di consegna presso la residenza dell’eurodeputata nell’ottobre 2025, senza svolgere le ricerche necessarie né consultare vicini o condomini prima di dichiarare la sua irreperibilità e depositare l’atto nella casa comunale. «Nulla è dato sapere in merito alle ricerche in concreto svolte in quell’unica visita, né risulta che l’ufficiale abbia effettuato altri tentativi di notifica o abbia consultato dei condomini o dei vicini, o assunto informazioni in loco tali da rendere certa l’assoluta irreperibilità di Salis all’indirizzo di residenza, comportamenti certamente esigibili usando l’ordinaria diligenza». Questo vizio procedurale ha impedito alla parlamentare di AVS di venire a conoscenza della causa e di difendersi, portando a una condanna in contumacia che è stata ora azzerata. Il procedimento dovrà pertanto ripartire da capo.

