Ilaria Salis, annullata la condanna del tribunale del lavoro: il processo ricomincia da capo
I giudici della Corte d’Appello di Milano – sezione Lavoro hanno accolto la richiesta di nullità della sentenza di primo grado chiesta dai legali di Ilaria Salis, eurodeputata di Avs. Il Tribunale dovrà tornare a pronunciarsi sul licenziamento di due ex collaboratori che, lo scorso marzo, si erano visti riconoscere – all’esito di un processo in contumacia – un risarcimento complessivo di circa 300mila euro per essere stati mandati via senza giusta causa. Lo ha deciso il collegio presieduto da Silvia Marina Ravazzoni all’indomani dell’udienza con cui gli avvocati dell’esponente politica aveva chiesto la nullità del verdetto pronunciato – a dire dei legali – «all’esito di un giudizio instaurato mediante notificazione inesistente».
L’ufficiale giudiziario
Ci sarebbe stato un solo tentativo dell’ufficiale giudiziario, a fronte di una residenza nota e un indirizzo Pec conosciuto. «La contumacia inconsapevole» avrebbe impedito, per gli avvocati, «di esercitare il proprio diritto di difesa». E quindi di evidenziare il «deterioramento del rapporto fiduciario» tra Ilaria Salis e i due ex collaboratori che le hanno fatto causa.
«La Corte di Appello ha ritenuto la notifica del ricorso non corretta, ancora non ci sono le motivazioni per capirne il motivo. Ad ogni modo la causa verrà riassunta e non abbiamo nessun problema ad affrontare la questione nel merito». Lo affermano all’Adnkronos i legali – gli avvocati Francesca Verdura Tiziana Laratta e Sergio Romanotto – dei due ex collaboratori dell’europarlamentare Ilaria Salis a cui il Tribunale di Milano (sezione Lavoro) aveva riconosciuto in primo grado un risarcimento di circa 300mila euro. Con la decisione di oggi il processo riparte da zero.

