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L’altra famiglia nel bosco, un anno senza vedere i figli. La denuncia dei genitori: «Non sappiamo dove siano»

16 Ottobre 2026 - 13:16 Antonia Verderosa
i bambini allontanati dall'ottobre 2025
Dal 16 ottobre 2025 i due fratellini non vivono più nella casa di Caprese Michelangelo, nell’Aretino. Tra le ragioni dell’allontanamento, la mancata frequenza scolastica, le irregolarità nell’istruzione parentale e le carenze nell’assistenza sanitaria
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Un anno senza vedere i figli. Senza sapere dove siano, come stiano e nemmeno se siano ancora insieme. Almeno secondo quanto raccontano Harald Leo Valentin e sua moglie Nadzeya, che dal 16 ottobre 2025 non avrebbero più notizie dei loro due bambini. La loro storia è diventata nota come quella dell’«altra famiglia nel bosco». I due vivevano con i figli in un casolare a Caprese Michelangelo, in provincia di Arezzo, fino al giorno in cui carabinieri e assistenti sociali si presentarono alla loro porta per eseguire un provvedimento del Tribunale per i minorenni di Firenze. A dodici mesi dall’allontanamento, il padre ha deciso di raccontare la propria versione dei fatti in un libro, Il grande inganno. La coppia è tornata anche davanti alle telecamere di Fuori dal coro, denunciando di non avere ancora notizie dei bambini.

Perché i due bambini sono stati allontanati

La famiglia si era trasferita dalla Val Badia alla campagna toscana circa un anno e mezzo prima. Harald, originario dell’Alto Adige, e Nadzeya, bielorussa, avevano scelto di crescere i figli lontano dalla scuola tradizionale. Secondo quanto emerso all’epoca dell’intervento, però, anche se i bambini studiavano a casa non avevano sostenuto gli esami annuali obbligatori previsti dalla legge. A preoccupare le autorità c’erano anche le condizioni sanitarie e le scarse occasioni di socializzazione dei due fratelli.

I bambini non avevano un pediatra di riferimento e, secondo le ricostruzioni pubblicate all’epoca, non erano in regola con le vaccinazioni. I genitori avrebbero inoltre ostacolato i controlli dei servizi sociali. La coppia aderisce al movimento «Noi è, io sono», un’associazione che non riconosce l’autorità dello Stato. I suoi aderenti si definiscono uomini e donne «vivi e autodeterminati». Una posizione che ha contribuito ad alimentare il contrasto con le istituzioni, fino al provvedimento del Tribunale per i minorenni di Firenze.

Il racconto della madre: «Non sappiamo nemmeno se stanno insieme»

«Qui non è cambiato niente, la stanza aspetta i bimbi», racconta Nadzeya davanti alle telecamere di Fuori dal coro. Nella casa di Caprese Michelangelo i letti dei figli sono ancora al loro posto. Ma dei due fratellini, oggi di 9 e 5 anni, i genitori sostengono di non avere più notizie. «Non sappiamo dove sono, come stanno, cosa mangiano, cosa fanno. Non sappiamo neanche se stanno insieme oppure se li hanno divisi», ha dichiarato la donna durante la puntata dell’11 ottobre. La mattina dell’allontanamento, il 16 ottobre 2025, il maggiore stava studiando mentre il più piccolo giocava. Le telecamere di sorveglianza della casa hanno ripreso l’arrivo dei carabinieri alle 11.29 e quello delle assistenti sociali tredici minuti dopo. Nelle immagini, già trasmesse in televisione, si vedono i bambini piangere e urlare durante la separazione dai genitori.

Il libro del padre e le accuse alle istituzioni

A un anno di distanza Harald Leo Valentin ha pubblicato Il grande inganno, un libro in cui ricostruisce la vicenda dal punto di vista della famiglia con lettere, documenti e immagini delle telecamere di sorveglianza, insieme alle contestazioni rivolte alle persone coinvolte nel procedimento. Harald continua a contestare la legittimità dell’intervento e chiede di conoscere le condizioni dei bambini. «Perché continuano a non darci notizie sulla sorte dei nostri figli?», domanda.

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