Golf cart nel centro di Roma, tra caos regole e mille posti a rischio: gli operatori chiedono paletti, ma l’incubo è la stretta totale
Un esercito di quattrocento golf cart che sfreccia tra i monumenti della Capitale, ma appena quarantuno autorizzazioni ufficiali rilasciate dal Comune. È la fotografia, ripresa su Roma Today, del Far West elettrico che attraversa il centro storico di Roma e Villa Borghese, portando alla luce uno scontro aperto tra la necessità di decoro urbano e la tutela di un settore economico in forte espansione.
Sul tavolo della Commissione Trasporti della Regione Lazio c’è la Proposta di Legge n. 302, destinata a ridefinire le regole del gioco per le navette turistiche. Ma mentre l’istituzione regionale lavora per fissare limiti e percorsi, il fronte delle imprese chiede di non «gettare il bambino con l’acqua sporca».
L’appello delle imprese: «Regolare per governare, non per cancellare»
A far sentire la propria voce è METUR, l’associazione che riunisce le imprese della mobilità elettrica per il turismo a Roma. Gli operatori accolgono con favore gli emendamenti che legano i contingentamenti ai reali flussi turistici, ma lanciano un allarme sul rischio di chiusure indiscriminate.
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«Siamo i primi a chiedere regole chiare, il disordine danneggia prima di tutto noi che lavoriamo nella legalità», spiega Mattia Rosini, rappresentante di METUR. «Roma non è un piccolo centro storico compatto: chiudere interamente la zona di maggiore interesse turistico significherebbe cancellare il servizio dalla città. La priorità deve essere premiare chi lavora da anni con mezzi propri e personale regolarmente assunto, distinguendo i professionisti dagli improvvisati».
I numeri del comparto non sono marginali: secondo le stime dell’associazione, la filiera garantisce lavoro a circa 1.000 persone – per un quarto under 35 – producendo un fatturato annuo di circa 20 milioni di euro. Un’esperienza che, sottolinea METUR, non va confusa con il servizio taxi: si tratta di tour guidati prenotati in anticipo, capaci di rendere accessibile il patrimonio della Capitale a impatto zero anche a famiglie, anziani e persone con disabilità.
Per evitare un giro di vite che azzererebbe il settore, gli operatori si dicono pronti ad autolimitarsi: fermate dedicate, stop all’adescamento di clienti per strada, cinture allacciate e distanze di sicurezza dai monumenti.
Il cortocircuito normativo e le difficoltà di controllo
Mentre la politica regionale cerca una sintesi, a complicare la gestione quotidiana sul campo ci si mette la normativa statale. A giugno scorso, un chiarimento del Ministero dei Trasporti – sollecitato dalla Federazione Italiana delle Imprese di Noleggio Auto e Bus con Conducente – ha spalancato le porte a una zona grigia difficile da sanzionare.
In base all’articolo 82 del Codice della strada, un mezzo ad “uso proprio” può trasportare passeggeri purché senza un corrispettivo economico netto, a differenza del trasporto pubblico non di linea (come taxi ed NCC) che richiede licenze e immatricolazioni ad hoc. Il Mit ha quindi chiarito che alberghi e agenzie di viaggio possono mettere alla guida delle golf cart personale privo di licenza, a patto che al cliente non venga fatturato alcun “extra” per il tragitto.
Un cavillo facilissimo da aggirare: basta spalmare il costo della navetta all’interno del prezzo della camera o del pacchetto turistico per offrire un servizio formalmente “gratuito”, bypassando la necessità di licenza.
Verificare sul momento se sia avvenuto o meno un passaggio di denaro diretto spetta alle forze dell’ordine, ma i controlli sul campo mostrano quanto sia complesso incastrare gli irregolari. Durante un blitz dello scorso 28 settembre, i Carabinieri hanno controllato 131 golf cart in servizio nel centro di Roma: i fermi sono stati soltanto 10 e appena 6 le contestazioni per esercizio abusivo della professione di Noleggio con Conducente.
La stretta della Regione: verso un Registro degli operatori
La risposta delle istituzioni passerà per la nuova legge regionale in discussione al Consiglio del Lazio. Il testo mira a dare ai Comuni poteri vincolanti per governare il fenomeno: le golf cart potranno muoversi esclusivamente su itinerari prestabiliti e autorizzati, con orari, fermate e tetti massimi fissati dalle amministrazioni locali.
A fare da filtro contro l’abusivismo sarà la nascita di un Registro regionale degli operatori, concepito per censire mezzi, autorizzazioni e contratti di lavoro. La scommessa della Regione sarà trovare il punto d’equilibrio tra la tutela del patrimonio e della viabilità romana e la salvaguardia di un comparto economico che dà lavoro a centinaia di giovani.

