Morte David Rossi, Mussari respinge le accuse sul presunto ruolo di mandante: «Destituite di ogni fondamento» – Il video
Giuseppe Mussari respinge le accuse della Commissione parlamentare d’inchiesta che lo vedrebbero coinvolto, come mandante, nella vicenda legata alla morte di David Rossi, ex responsabile della comunicazione di Banca Monte dei Paschi di Siena, precipitato dalla finestra del suo ufficio nel marzo 2013. In un video, pubblicato in esclusiva da La7, l’ex presidente di Mps annuncia nuovamente iniziative giudiziarie contro chi, a suo dire, avrebbe leso la sua reputazione. «Le dichiarazioni rese oggi dall’onorevole Vinci sono destituite da ogni fondamento, come quelle rese ieri dal signor Gilletti e pertanto rimane fermo il proposito di portare dinanzi all’autorità giudiziaria chiunque abbia a offendere la mia reputazione», afferma.
Cosa contesta Mussari
Nel corso della replica, l’ex presidente della banca contesta anche i documenti citati a sostegno delle accuse. «Il loro contenuto è lunare, basta leggerlo, chiunque le legga lo comprende», dichiara. Mussari si sofferma poi sull’ipotesi di un trasferimento di 50 milioni di euro, sostenendo che un’operazione di tale entità non potrebbe essere eseguita da un singolo dirigente senza attivare i controlli bancari: «Nessun dirigente di banca può spostare da solo 50 milioni di euro con un clic, senza che si allertino tutti i sistemi di controllo esistenti».
Infine, nega di conoscere il cittadino fiorentino, Gabriele Ceccherelli, indicato dalla Commissione come «organizzatore», con cui, secondo quanto riferito da altri, avrebbe avuto contatti: «Oggi prendo atto e vengo a conoscenza dell’esistenza di un cittadino fiorentino con cui, a dire di taluni, avrei interloquito, ebbene io prima di oggi ne disconoscevo l’esistenza». I due diretti coinvolti hanno preso le distanze. Già ieri l’ex presidente di Mps aveva parlato di «follia» e «calunnia» annunciando querele.
Ti potrebbe interessare
Foto copertina: ANSA/MAURIZIO DEGL’INNOCENTI | L’ex presidente di Banca Mps, Giuseppe Mussari, 23 giugno 2017

