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«Una persona ha aspettato in strada che morisse», l’ultima rivelazione del Ris su David Rossi. La pista della ‘ndrangheta

12 Ottobre 2026 - 14:46 Federico D’Ambrosio
david rossi
Il presidente della commissione d'inchiesta parlamentare dopo la relazione tecnica: «Rossi poteva essere salvato. Gruppo criminale dietro il delitto»
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Quando David Rossi è morto in seguito alla caduta dal palazzo Rocca Salimbeni a Siena, in strada c’era qualcuno, che ha aspettato finché non ha visto il capo della relazioni esterne di Mps esalare l’ultimo respiro. E se questa era un’ipotesi avanzata da tempo, la commissione d’inchiesta parlamentare sulla morte del capo ufficio stampa di Montepaschi ha dato una spiegazione scientificamente provata e ben più articolata oggi, 12 ottobre, quando il Ris dei Carabinieri ha consegnato ai commissari in audizione i risultati della perizia sulle immagini registrate il 6 marzo 2013.

L’estrema sintesi del risultato è che le immagini delle telecamere di sicurezza hanno ripreso con certezza l’ombra di una persona, ma potrebbero essere due, che arriva sulla scena in un tempo compatibile con l’aver assistito alla “caduta” di Rossi dalla finestra del suo ufficio ed essere sceso giù per le scale fino in strada. Quella stessa ombra è rimasta accanto a Rossi finché era a terra ma si muoveva ed ha aspettato almeno due minuti dopo che il corpo aveva smesso di muoversi, per poi allontanarsi.

Cosa dice la relazione

Come spiega la relazione di 74 pagine, illustrata alla Commissione parlamentare d’inchiesta-bis sulla morte di Rossi, l’esame del video ha permesso di individuare “12 macro-eventi” caratterizzati da attenuazioni della luminosità sulla parete in marmo bianco in fondo al vicolo. Immagini che non sono frutto di difetti o disturbi digitali ma proiettate dalle auto che svoltano di fronte al vicolo. La verifica ha individuato cinque possibili posizioni, indicate come stazioni A, B, C, D ed E. Nelle prime tre, la persona nel vicolo vedeva certamente il corpo a terra.

Il ruolo della ‘ndrangheta

«La novità più dirompente di oggi è che non era un passante l’uomo del vicolo che per troppi anni è stato descritto come un eventuale turista che passava di lì e lasciava morire un moribondo. In realtà quella persona ha avuto un ruolo assolutamente attivo in questa vicenda e di fatto ha bloccato i soccorsi per oltre 20 minuti perché Rossi in quel momento era ancora vivo e poteva essere soccorso», ha commentato il presidente della Commissione parlamentare di inchiesta, Gianluca Vinci, dopo la conclusione dell’audizione.

«In Italia un omicidio fatto in quel modo non può essere un delitto d’impeto. Come testimoniato oggi e certificato dal Ris vi erano verosimilmente due persone a bloccare il vicolo, così come vi erano più persone all’interno dell’ufficio di Rossi quando è stato appeso. Parliamo quindi di almeno 4-5 persone coinvolte», ha aggiunto Vinci spiegando ancora che la pista che appare in questo momento più probabile alla commissione è quella della ‘ndrangheta.

«Tutte queste sono modalità – ha aggiunto – che non si addicono a un omicidio fatto da conoscenti ma da organizzazioni strutturate che sono in grado di entrare all’interno di una banca, prendere una persona e bloccare un vicolo», una strada. E alla domanda sulla mafia calabrese ha confermato: «Di sicuro è stata una entità criminale molto organizzata. Dai nomi che sono emersi in tutta questa indagine, sono ridondanti alcuni facenti parte della criminalità organizzata della Bassa Mantovana e della Bassa Reggiana, quindi quella è la direzione chiara nella quale stiamo andando».

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