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Nuove indagini sulla morte della giudice Francesca Ercolini: l’ipotesi dell’omicidio e la frattura al collo confermata dalla seconda autopsia

20 Ottobre 2026 - 15:24 Michela De Marchi Giusto
La giudice era stata ritrovata senza vita il 26 dicembre 2022
La donna era stata ritrovata senza vita il 26 dicembre 2022 nel suo appartamento. Il caso era stato chiuso come suicidio, poi è stato riaperto e tra gli indagati figura il marito Lorenzo Ruggeri
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Si rafforza la pista dell’omicidio per la morte della giudice Francesca Ercolini. A dare sostegno a questa direzione è stato l’esito della seconda autopsia effettuata dal medico legale Vittorio Fineschi: una frattura al collo della donna compatibile con lo strangolamento.

Cos’è successo alla giudice Ercolini

Francesca Ercolini aveva 51 anni, era presidente della seconda sezione civile del tribunale di Ancora e viveva a Pesaro insieme al marito Lorenzo Ruggeri e al figlio. Proprio Ruggeri con un amico poliziotto il 26 dicembre 2022 aveva ritrovato la moglie senza vita, impiccata con un foulard alla ringhiera della scala di casa. Chiamando i soccorsi, il figlio aveva parlato inizialmente di un «cordino» che la madre avrebbe utilizzato. All’arrivo del 118, però, il corpo della donna si trovava sul pavimento e non come riportato dalla famiglia. La prima ipotesi suggerita, e poi confermata dagli accertamenti, è stata il suicidio.

Chi sono gli indagati

La versione, però, non è mai stata creduta dalla madre della vittima, Carmela Fusco, grazie a cui è stata riaperta l’indagine. A oggi è indagato per l’omicidio di Ercolini il marito Ruggeri, accusato anche di depistaggio, falsità ideologica e violazione del segreto istruttorio durante le prime fasi dell’indagine. Oltre al marito, sono indagati l’amico poliziotto che era con lui al ritrovamento del corpo, il medico che effettuò la prima autopsia e quattro funzionari delle forze dell’ordine.

La nuova autopsia sul corpo della giudice

Come riporta il Corriere della Sera, la salma di Ercolini è stata riesumata e sottoposta a nuovi accertamenti con tac, indagini microscopiche e analisi di laboratorio che non erano state effettuate nella prima autopsia. Innanzitutto sono stati analizzati i lividi sul corpo, emersi già con le precedenti indagini e segnali di una possibile lotta della giudice con il suo assassino. Con la seconda autopsia è stato confermato l’incompatibilità tra il segno sul collo della donna e l’uso del solo foulard. Il medico legale Vittorio Fineschi parla invece di una frattura realizzata con corda, cavo o laccio. Secondo gli inquisitori, l’arma utilizzata per la morte di Ercolini potrebbe essere il filo elettrico di una delle due lampade presenti nell’appartamento e poi sequestrate dal Ris.

La ricostruzione della vicenda

I militari, inoltre, hanno ricostruito la dinamica all’interno della casa a Pesaro usando un manichino della stessa altezza di Ercolini. Dopo queste prova, però, sono ancora molti i dubbi degli inquisitori. In particolare, resta da capire come la giudice sia riuscita a restare in equilibrio il tempo necessario per avvolgersi il foulard intorno al collo.

Le prossime tappe della vicenda

I nuovi accertamenti, svolti in incidente probatorio, sono ora terminati ed è stato fissato per giovedì 5 novembre il deposito delle relazione del Ris e del medico legale. Poi il 20 novembre ci sarà l’udienza per il confronto tra le parti. Solo la perizia potrà stabilire se il caso della morte di Ercolini è un suicidio o un omicidio, come invece ipotizza la Procura dell’Aquila.

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