Morte David Rossi, la famiglia attonita dalla rivelazione della Commissione: «Perché sono stati fatti nomi e cognomi sui non indagati?»
La figlia e la vedova di David Rossi intervengono sulla scelta del presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta, Gianluca Vinci (Fdl), di rivelare i nomi di persone non indagate. In particolare, le ultime rivelazioni segnalano il possibile coinvolgimento del 64enne Giuseppe Mussari, ex presidente di Mps, come mandante dell’intimidazione e del 71enne Gabriele Ceccherelli, ex calciante del Calcio storico fiorentino detto “Zena”, come organizzatore dell’agguato. I due, però, non sono ancora indagati e non sono ancora stati trasmessi gli atti in procura.
Cosa sostiene la famiglia sulla rivelazione dei nomi
Le indagini finora erano state apprezzate dalla figlia Carolina Orlandi e dalla vedova Antonella Tognazzi, che avevano accolto la pista dell’omicidio intrapresa dalla Commissione. Di fronte alle ultime rivelazioni, però, hanno spiegato di non comprendere «perché siano stati fatti nomi e cognomi in questa fase di indagine» e si sono dette «attonite dalla modalità, considerando pure che non siamo in una fase di conclusione dei lavori della commissione». In particolare la figlia Carolina ha espresso il suo timore di fronte a «notizie molto frammentate che non ci permettono di ricostruire un quadro coerente e credibile».
La risposta del presidente Vinci
La scelta di rivelare i nomi di Mussari e Ceccherelli, per Vinci, sarebbe stata presa per tutelarli e permettere loro «di difendersi e di negare». Il presidente della Commissione ha poi precisato che i due verranno convocati con una formula paragonabile a un interrogatorio. Inoltre, avranno la possibilità sia di essere assistiti da un avvocato sia di non rispondere ad alcuni quesiti.
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La nota della figlia e della moglie di Rossi all’avvocato
Secondo madre e figlia «la valutazione sull’attendibilità o meno delle testimonianze e dei nomi emersi non spetta alle cronache, ma deve essere rimessa unicamente alla magistratura» si legge in una nota diffusa dall’avvocato Carmelo Miceli. Inoltre, hanno ritenuto che di fronte alla gravità della rivelazione del presidente Vinci sia necessario un vaglio dell’autorità giudiziaria. E ancora hanno precisato che «la famiglia non esclude a priori alcuna ipotesi investigativa, inclusa quella di una pista interna. Tuttavia, non si può in alcun modo accettare il rischio di una condanna sommaria e mediatica».
Come Mussari si è difeso di fronte all’accusa
Nel mentre Mussari e Ceccherelli hanno respinto ogni coinvolgimento nella morte di David Rossi. A commentare la vicenda è stato proprio l’ex presidente di Mps Mussari, indicato come possibile mandante dell’omicidio dopo alcune testimonianze. A LaPresse ha riferito: «Non è più il contenuto delle testimonianze il problema, il problema è la qualità di chi le ha dette queste cose». Per Mussari il contenuto dei documenti è «lunare». E soprattutto «bisogna capire se chi dice delle cose ci sta o non ci sta, perché se non ci sta, a prescindere da quello che dice, non va bene, cioè non sono cose attendibili in ragione della persona».
Inoltre, Mussari ha fatto riferimento alle cronache del Fatto quotidiano, che cita l’accusa nei suoi confronti fatta dal 61enne Saverio Giampà. Parlando ai giornalisti, Mussari ha concluso che, dopo le dichiarazioni di un organo istituzionale e quelle «rese da questi signori», «non ho altro da dire».
Foto copertina: la figlia Carolina Orlandi e la madre Antonella Tognazzi. Nei riquadri il 64enne Giuseppe Mussari, ex presidente di Mps, e il 71enne Gabriele Ceccherelli, calciatore storico della Fiorentina (Fonte: Ansa)

